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Viene in DOFUS nella notte...

Di 27 Dicembre 2011 - 11:56:39
News

Postate quì i vostri disegni per partecipare al grande concorso della Befana Dofusiana!!

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Ciao a tutti.

Innanzitutto inserisco l'immagine. Premetto che non sono bravo con carta e matita, per cui ho preso l'immagine di un'aniripsa dal sito di wakfu e l'ho modificata (togliendo i tratti che, secondo me, la identificavano come "aniripsa" - leggendo la storia capirete perché...). Se ciò fosse contro le regole (non ho trovato nulla di specifico), potete togliere l'immagine e tenere la storia... wink

Clicca qui
Scusate per il link, ma non sono riuscito a mettere direttamente l'immagine...tongue

Ed ecco la storia... [size=10](dedicata alla mia gilda e, in particolare, a Chandra-Nalaar!)[/size]

Tantissimo tempo fa, quando le varie razze avevano appena incominciato a compiere i primi passi nel Mondo dei 12 e le divinità stesse si premuravano nell’avviare all’autonomia le loro nuove creature, ci fu un momento di gran difficoltà.
I vari popoli erano diffidenti gli uni con gli altri e faticavano ad aiutarsi, anzi, gli uni cercavano di sopraffare e ostacolare gli altri continuamente al fine di ottenere il predominio sul nuovo mondo.
Alcuni anziani delle varie comunità avevano intuito che le lotte non avrebbero portato alla prosperità di un regno, ma alla rovina di tutti, cosicché si misero ad invocare a gran voce le proprie divinità.
Gli dei si consultarono in proposito e decisero di accontentare i propri fedeli, dando un loro un segno che avrebbe portato unità e amicizia. Ogni divinità scelse una coppia di anziani da ciascun popolo e, in sogno, disse loro di recarsi in un luogo ben preciso. Ben presto le 12 coppie di 12 anziani si ritrovarono radunati ed ebbero modo di conoscere il piano delle proprie potenze celesti.
Le divinità mostrarono loro un rituale che prevedeva la collaborazione di tutti, al termine del quale fu generato un potentissimo Avatar che racchiudeva in sé i poteri di tutti gli dei. Non aveva un aspetto ben definito, ma sembrava avere in sé i tratti di tutte le razze note.
Gli anziani diedero a questa creatura fatata il compito di portare gioia e unione a tutte le persone buone del mondo, possibilmente dando un monito a quelle malvagie.
L’Avatar partì e finì il suo compito in pochi istanti (i poteri di Xelor aiutarono parecchio in questo senso!). Ogni persona ricevette qualcosa in dono: dolci, giochi, oggetti desiderati da tanto per i buoni; carbone, cibi poveri o bambole inquietanti per i cattivi (qui Sadida strizza l’occhio…).
Tutti videro la creatura, chi fisicamente, chi in sogno, percependo il messaggio che racchiudeva. Facendo tesoro di ciò le razze incominciarono ad aprirsi tra loro e diedero inizio ad un’era di cooperazione e fratellanza che fornì le basi per l’attuale prosperità.
Una creatura di tale potenza, però, non poteva essere lasciata libera nel mondo, sebbene fosse sotto lo sguardo attento di persone sagge e mature – bisognava scongiurare potenziali squilibri ed evitare che le persone si “adagiassero” sul benessere portato dall’Avatar –, così le divinità fecero sparire l’Avatar e chiesero ai loro prescelti di trasmettere ciò che avevano imparato alle generazioni future, garantendo ogni anno la scelta di nuovi “eletti” che potessero portare nel mondo l’Avatar.
Le 12 coppie si consultarono e decisero di assegnarle il nome “Befana” perché era in realtà l’acronimo della sua natura: Bisogna Essere Fratelli Aiutandosi Nelle Avversità.
Per ricordare questo prodigioso aiuto, prima di allontanarsi, decisero anche di segnare il luogo, denso di poteri magici. Ora, in questo magico posto, sorge il Tempio delle Gilde, dove chiunque può, per l’appunto, creare una gilda, radunando membri d’ogni razza al fine di superare le difficoltà del Mondo dei 12.

Sperando che sia piaciuta, colgo l'occasione per fare gli auguri di un buon anno migliore e una buona epifania!

Ciauz cool

P.S. Per me la Befana è quindi "super-partes"... un po' di tutti!

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Premetto che mi è venuta in mente una storia ironica e dissacrante, ma in fondo lo spirito di Dofus è proprio questo, no?

C’era una volta una vecchia Anutrof di nome Labe Phana.
Il suo nome era noto in tutto il mondo dei dodici perchè faceva le caramelle e i dolci più richiesti in assoluto.
I genitori dei giovani virgulti del mondo dei dodici infatti, mal sopportavano il periodo di Nawal.
Perchè ad ogni Nawal era la stessa storia: i giovincelli, invece che essere felici e contenti per i doni che ricevevano, si lamentavano perchè i regali non erano di loro gradimento.
E allora i genitori, stanchi delle loro lagne compravano loro i dolcetti di Labe e glieli regalavano confezionati in delle calze.
C’era chi sosteneva che fosse per le calze usate, e chi perchè Labe, per risparmiare sugli ingredienti, usava ogni sorta di schifezza dalle budella di scarafoglie ai testicoli di muulpo.
Sta di fatto che ogni ignaro fanciullo che mangiava quei dolcetti passava la notte chiuso in bagno, con gran sollievo dei genitori che finalmente non lo sentivano più lagnarsi.
E così ogni anno, Labe Phana si arricchiva a dismisura con i suoi dolcetti dagli ingredienti e dalle confezioni sconosciute.
Un giorno, un giovane Yop che non riusciva a sconfiggere il Drago Maiale (e mai avrebbe potuto, era di livello 20!) ebbe la malsana idea di gettare nella sua tana dozzine di dolcetti di Lane Phana.
Quando poi entrò nel dongione non credette a cosa vide!
I mostri, che avevano mangiato i dolci, si erano accasciati a terra a contorcersi dal dolore e non avevano la forza di fermare la sua avanzata inesorabile.
Perfino il Drago Maiale era nella stessa pietosa condizione.
E così con uno sforzo praticamente nullo il guerriero lo sconfisse, salì di 50 livelli in colpo solo e (forse complice il movimento intestinale) ottenne un Dofus Turchese dal mostro (ed è meglio che non sappiate COME lo ottenne, fidatevi!).
In breve tempo il trucco infame dello Yop fece il giro del mondo dei dodici e altri guerrieri iniziarono ad adottarlo.
Tutti sconfiggerono i mostri con una facilità vergognosa, tutti dropparono i 6 Dofus, tutti divennero schifosamente ricchi e forti.
E fu un disastro di proporzioni apocalittiche!
I prezzi degli oggetti crollarono, gli artigiani andarono in fallimento, i mostri si estinsero, i contadini abbandonarono i campi che divennero spogli, nessuno pescava, cacciava nè estraeva più minerali, nè tagliava legna, gli avventurieri persero completamente il gusto dell’avventura e divennero dei ciccioni nullafacenti che finirono le loro misere vite morendo di noia.
I dodici dei, che dall’alto assistettero alla rovina, si consultarono per trovare una soluzione.
Il Dio Xelor riuscì a far tornare indietro nel tempo le menti della gente isolando mettendo da parte i ricordi dell’accaduto.
La Dea Feca usò i suoi glifi per sigillare nelle menti quei ricordi così che non potessero mai più riaffiorare.
Il Dio Ecaflip re-infuse nei cuori il gusto del gioco e del rischio.
La Dea Ocra riuscì a dare alle genti un nuovo obbiettivo.
La Dea Aniripsa rimise tutti in forma smagliante.
Il Dio Sadida aiutò la natura a riprendersi
Il Dio Osamodas ripopolò il mondo di mostri
Il Dio Yop ridiede a tutti lo spirito del guerriero
Il Dio Etram ridiede a tutti le capacità per combattere furtivamente
Il Dio Sacrido donò a tutti una nuova vitaltà
Il Dio Pandawa ridiede a tutti lo spirito goliardico delle bevute in compagnia
Il Dio Anutrof, infine, prese tutti i Kama e il ridistrubuì per far ripartire l’economia (ovviamente tenendo la maggior parte per sè) e inoltre punì severamente Labe Phana.
Da quel momento in poi, tutti i Kama che Labe Phana aveva e tutti quelli che avrebbe guadagnato sarebbero scomparsi per finire dritti nelle tasche del Dio Anutrof.
Labe Phana avrebbe dovuto fare dei dolci buoni, con controlli di qualità ISO 9000 e calze rigorosamente nuove e fatte a mano.
Inoltre avrebbe dovuto, una volta all’anno, consegnarli di persona di notte nelle case di tutti i bambini buoni (anche se lamentosi) del mondo dei dodici.
Se fosse riuscita nell’impresa, il Dio Anutrof le avrebbe dato i Kama sufficienti per pagare le spese dei dolci e vivere una vita dignitosa.
E ogni anno avrebbe dovuto rispettare il suo impegno finchè non si fosse guadagnata il perdono dei 12 Dei.
“Ma non riuscirò mai a consegnare tutti quei dolci in una sola notte!” Obbiettò Labe Phana.
Il Dio Xelor allora incantò un bastoncino di zucchero e gli diede la capacità di volare e di fermare il tempo.
E così la vecchia Anutrof prese il volo sul bastoncino incantato e iniziò, ogni anno a distrubuire dolcetti sani e buoni in delle meravigliose calze appena cucite.
E i bambini non si lagnarono più perchè avevano le bocche piene dei dolcetti di Labe Phana.

ed ecco il disegno di Labe Phana:
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La Befana di Dofus



Tempo fà alla creazione di amakna c'era una ragazza di nome Grumi , questa giovane e bella Feca andò con dei suoi amici la sera ai bordi di un fiume che passava per l'allevamento dei tofu .

si sedettero tutti in cerchio raccontandosi storie , tutte le altre ragazze erano spaventate dalle storie dei piccoli sàcrido e yop ma la nostra giovane protagonista sembrava interessata... particolarmente interessata alla storia raccontata da Prut , un suo amico che veniva all'allenamento dei feca il sabato sera .

La storia parlava di uno stregone che abitava sulle montagne dei Croccaroc , che trasformava tutte le ragazze belle in orribilanti donne .

Lo stregone buttava la maledizione perchè un caramellaio di amakna gli rubò la sua bellissima moglie , lui infuriato da quel giorno maledì tutte le caramelle di amakna.

Grumi incuriosita dalla storia il giorno dopo andò sulla montagna dei croccaroc a cercare questo stregone , mentre risaliva il sentiero incontrò uno strano e piccolo ometto barbuto che le chiese dell'acqua ma lei si rifiutò di aiutarlo , e lui tirò fuori dalla tasca delle erbe al quanto strane , e gliele buttò sul viso , Lei cadde a terra priva di sensi e lui se ne andò .

Passarono giorni prima che lei si risvegliasse grazie allo stregone che la trovò ma per lei fu un grosso colpo quando guardandosi in uno specchio d'acqua si vide con un grosso nasone , una grosso neo peloso sulla guancia e tutta rugosa .

A quel punto lo stregone che aveva capito che lei era la figlia di sua moglie e del caramellaio le disse che ogni anno il 6 gennaio sarebbe diventata brutta , ma sarebbe ritornata bella solo dopo aver consegnato le caramelle a tutti i bambini del mondo dei dodici . E da quel momento tutto il popolo di amakna la soprannomino befana.

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Clicca qui <-- Disegno, scusate per il link ma non mi dava l'URL valido. se non si vede avvertite tongue P.s. lo so che il disegno fa schifo ma a disegnare faccio pena D:



storia

Ciao a tutti, sono Anna Befa , la nuova consegna-dolcetti della generazione delle Befa, siamo una grande famiglia di giovani e vecchie danzal. Una volta l'anno, il 6 gennaio, distribuiamo dolcetti ai giovani del Mondo dei Dodici.
Purtroppo quest'anno la nostra cara Nonna-Befa ci ha lasciate, insieme alla sua dentiera; Ciò significa che quest'inverno tocca a me regalare caramelle a tutti quanti.
Non sono per niente esperta in questo, anche perchè servirebbe un costume da Nonna per svolgere questo compito, così dice una delle regole della nostra famigliola.
Oh, povera me! non voglio nemmeno immaginare quanto ci vorrà per mettere su una parrucca con le lane di pappatutto! Se non hai nulla da fare accetterò volentieri il tuo aiuto.
Perdincibacco! mi sono dimenticata di fare benzina con la mia scopa! Devo scappare ora! Beh, alla prossima Avventuriero in cerca di guai! Se quest'anno sei stato buono, ci rivedremo!
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Ciao a tutti,
ecco il mio disegno (palesemente ricalcato e modificato ma non so disegnare) della Befana e relativa storia.
Chiedo scusa se il nome è simile a quello di un'altra storia ma me ne sono accorto solo dopo averla scritta.

Qui sotto il disegno... l'immagine direttamente non la riesco a postare...
Clicca qui

Questa è la storia di Labe Fana, ladra, truffatrice e donna dal cuore di pietra punita dagli Dei per le sue malefatte. Ma partiamo dal principio.

Era un Nawal di tanto tanto tempo fa, la neve scendeva copiosa sul villaggio di Amakna con gran rammarico dei discepoli di Jiva. L'inverno era freddo, il più gelido ormai da anni, con il gelido vento di Frigost che soffiava forte sulle pianure e le foreste della regione. Gli animali stavano rintanati nelle loro tante, così come gli abitanti del villaggio che, chiusi nelle loro abitazioni di legno o di pietra non rinunciavano a festeggiare. La legna ed il cibo racimolati durante il periodo caldo abbondavano, così calde fiamme scoppiettavano nei camini e le tavole erano imbandite con pietanze gustose e variegate, provenienti dai quattro angoli del continente. Tutti festeggiavano l'avvento del Nawal con famigliari, parenti ed amici tornati per l'occasione dalle loro avventure per terra o per mare. Tutti tranne una figura, ammantata d'ombra, che si aggirava per le strade con fare losco. In un giorno normale sarebbe stata notata, forse fermata dalla milizia cittadina, ma in quei dì di festa le vie erano quasi deserte permettendole di aggirarsi liberamente per il villaggio.

I capelli color dell'oro le scendevano sul viso, nascosto da una maschera scura come il cielo notturno, mentre gli occhi di ghiaccio scattavano tra una casa e l'altra, cercando le finestre spente e le porte chiuse di chi aveva lasciato le proprie abitazioni incustodite per trascorrere quei giorni lieti tra parenti e familiari lontani.

Il suo nome era Labe, una ladra e truffatrice d'alto borgo che trascorreva le giornate a contare i suoi guadagni ed a studiare il modo di gabbare gli altri. Si diceva avesse un cuore duro come la pietra e freddo come il ghiaccio tanto sapeva essere maligna. Di certo si sa che non aveva riguardo per niente e nessuno quando si trattava dei suoi guadagni, come tutti i ladri alleggeriva la borsa di qualche incauto avventuriero, o svuotava le casse di qualche bottega lasciata incustodita, ma la cosa che amava di più rubare erano gli oggetti di valore, sia materiale che puramente affettivo, che notava durante le sue scorribande. Aveva sviluppato un vero e proprio talento per individuarli, in base al posto dov'erano custoditi, al modo in cui erano tenuti puliti o a come le persone li portavano in giro, riusciva a capire quanto fossero importanti per loro, ed una volta fatto ciò mirava con tutte le forze ad appropriarsene. Sia ben chiaro, non si limitava ad entrare di notte nelle case, passando dai pertugi più stretti grazie al suo fisico esile ed allenato, ma spesso raggirava le proprie sfortunate vittime con truffe ed inganni. Così finiva per dare cibo agli affamati se in cambio le consegnavano la vecchia lampada custodita da generazioni, ovviamente senza dire loro che quell'oggetto aveva un valore inestimabile inquanto opera di un famoso scultore. Altre volte si aggirava nei panni di potente strega, bussando alle porte di chi sapeva abbastanza credulone da poter essere convinto che il vecchio ciondolo della nonna era maledetto, offrendosi poi di prenderlo con se così da allontanare il suo influsso negativo dalla vittima in cambio di qualche kama. O ancora si spacciava per venditrice ambulante, vendendo attrezzi ed utensili a suo dire magici, ed i suoi clienti scoprivano di non avere mai kama sufficienti per comprare le sue mercanzie e finivano per scambiare vecchi cimeli con quegli oggetti privi di qualunque magia. Così Labe si arricchiva, ed i suoi bauli erano pieni di amuleti, collane, candelabri e piatti, ma anche vecchie bambole, giocattoli, ritratti e cornici.

Quell'anno aveva già fatto diversi colpi, appropriandosi di una bambola in legno trovata sotto l'albero di Nawal in una casa di contadini in periferia e barattando un barattolo di rarissima carne di minotobul sottosale propizia per le feste, in realtà normalissima carne di pappatutto, con un servizio di posate in argento lasciate in eredità dalla bisnonna ad una giovane Feca.

Ora toccava alla vecchia casa ai margini del bosco, abitata da qualche giorno da una coppia di vecchi Anutrof che si diceva un tempo fossero stati grandi avventurieri. Non aveva ancora avuto tempo di esaminarli, di scoprire quali fossero i loro tesori o i loro oggetti più cari non essendo ancora riuscita ad entrare in contatto con loro, ma grazie alla sua preparazione le sarebbe bastato un attimo, poche parole e qualche occhiata in giro per capire dove tenessero i loro tesori. Aveva già in mente il piano. Si sarebbe finta una loro lontana parente, proveniente da qualche angolo del mondo in cui i due potevano avere qualche legame. La figlia di una cugina di uno dei due, meglio di un loro fratello o sorella, in viaggio per andarli a conoscere. Come minimo l'avrebbero ospitata per la notte, viste le abbondanti nevicate, e sicuramente le avrebbero offerto la cena. Con un po' di fortuna, le avrebbero anche lasciato la casa quando avrebbe detto loro che la parente da cui erano legati era gravemente malata e voleva averli vicino nei suoi ultimi giorni di vita. E se le cose non fossero andate per il meglio poteva sempre improvvisare.

Con passo sicuro si avvicinò alla porta e, dopo essersi aggiustata gli abiti da viaggiatrice, spargendo un po' di neve appena raccolta sulle spalle, bussò due volte ed attese. Dopo un po' di trambusto, l'uscio si aprì e si trovo davanti la faccia rugosa di un Anutrof con la barba color miele. Indossava un paio di grossi occhiali con la montatura in tartaruga e dei vestiti grigio blu trasandati. Ai piedi calzava un paio di vecchi stivali da lavoro sgualciti. Labe si stava preparando ad esporre la presentazione che si era studiata lungo la strada quando l'uomo la prevenne allargando le braccia con un ampio sorriso stampato in volto.

- Eccoti qui! Ti aspettavamo! - esultò abbracciandola – Cara, vieni! E' arrivata la nostra nipotina! - chiamò quindi rivolto verso l'interno della casa.

Meglio di come avesse potuto sperare. Quei due aspettavano veramente qualcuno, che probabilmente non sarebbe arrivato da lì ai prossimi giorni grazie alla neve che ricopriva le strade. Una vera fortuna, pensò Labe mentre l'anziano la invitava ad entrare. Sarebbe stato tutto più facile, le sarebbe bastata qualche domanda per potersi calare nella parte della nipote di quei due. Ed una volta scoperto di dov'era la nipote, avrebbe avuto il controllo assoluto della situazione.

Guardò l'interno della casa. Era spoglia, un caminetto acceso, una vecchia credenza sulla destra, il tavolo e due porte, probabilmente la cucina e la camera da letto. Pochi soprammobili e soltanto un quadro che ritraeva un gruppo di persone, una famiglia a quanto sembrava, dove si vedeva il vecchio che le aveva aperto che sorrideva benevolo abbracciato ad un'altra Anutrof mentre accanto a loro sedeva una giovane donna dai capelli color platino con in braccio una neonata.

- Ma come ti sei fatta grande! - esclamò una vecchia uscendo dalla cucina. I vestiti erano molti simili a quelli del marito ma con l'aggiunta di un grembiule da cucina color panna. Le si avvicinò abbracciandola e le due si scambiarono un bacio su entrambe le guance.

- Hai visto com'è cresciuta la nostra nipotina?! Lo sapevo che saresti venuta a trovarci per Nawal... e tuo nonno che diceva di no. Vieni, siediti vicino al camino che ti riscaldi intanto che preparo la cena! - riprese a parlare in tono gioviale la Anutrof mentre le sfilava il cappotto passandolo al marito che si preoccupò di appoggiarlo ad un appendiabiti subito dietro al porta.

Labe si lasciò accompagnare davanti al caminetto, scambiando saluti e qualche falso sorriso con i due anziani che, ormai era sicura, l'avevano scambiata per la nipotina che non vedevano da chissà quanto tempo. Da ladra professionista quale era stette al gioco, racimolando informazioni su colei che impersonava ed affrontando le domande poste dai due vecchi gentili con risposte elusive e prive di conclusione, mentre con lo sguardo cercava la sua futura refurtiva. Fu mentre stavano mangiando una torta di noci e frutta che quando gli anziani chiesero come se la passavano lei e sua madre in quel di Bonta, colse l'occasione e rispose così – Poco bene purtroppo, avevamo un negozio ma ora che la mamma sta male è fallito e non abbiamo quasi più di soldi. Per comprarmi i vestiti per viaggiare fino a qui abbiamo venduto la casa ed ora ci rimangono solo stracci e coperte per ripararci dal freddo... - esordì in tono sommesso facendo scendere qualche lacrima per rendere più credibile la recitazione – non possiamo più permetterci neanche le suole delle scarpe nuove... ne da mangiare, e mamma, che una volta era tanto bella ora sembra una vecchia strega... io vorrei aiutarla ma non so come fare! - esclamò infine singhiozzando e coprendosi il volto con le mani come segno di disperazione, ma sopratutto per nascondere il ghigno divertito che le affiorava sulle labbra.

- Oh povera cara! - la accarezzò la nonna – Se l'avessimo saputo vi avremmo già aiutato... ma ora andrà tutto bene – la rassicurò mentre il marito della donna andava in una delle due stanze e tornava con un sacchetto ed una vecchia ramazza.

- Ecco prendi... qui ci sono un po' di kama, non è molto lo so, ma sono i nostri risparmi – disse l'uomo porgendole il sacchetto di pelle dentro al quale sentiva tintinnare le monete – e questa è la nostra scopa portafortuna. L'abbiamo trovata durante i nostri viaggi e ci ha sempre portato la buonasorte nei momenti bui – spiegò appoggiando l'oggetto al tavolo.

Labe risollevò il viso, asciugandosi le false lacrime con un sorriso tirato. Finalmente l'aveva trovato, l'oggetto di valore per quei due era una vecchia scopa e gliela stavano regalando. Assieme ai kama. Era stato più facile di quello che pensava truffare quei due Anutrof, resi così stupidi dall'età da scambiarla per la nipote. Volle continuare a prendersi gioco dei due ancora un po', giusto per rendere più credibile la sua recita, quindi finse inizialmente di non voler accettare i loro doni, dicendo che erano troppo importanti per loro per separarsene ed altre frasi fatte che nella sua malevolenza aveva usato più volte. Arrivò persino a chiedere al vecchio se la scopa fosse veramente un portafortuna.

- Certo che lo è. Porta fortuna a chiunque agisca come il cuore dice la leggenda. - confermò l'uomo. Divertita da quella ridicola credenza accettò di buon grado i doni dei due anziani, così come la loro offerta di ospitalità per la notte. E la mattina seguente ripartì, con la scopa sotto braccio e la borsa dei kama legata alla cintura. Era il sesto giorno dell'anno nuovo.

Ciò che la giovane Labe non poteva sapere era che il dio Anutrof, protettore dei tesori, aveva posato il suo sguardo su di lei, trovando riprovevole il modo in cui appropriava degli oggetti a cui gli altri erano più legati. Aveva continuato ad osservarla, sperando in un suo pentimento o che smettesse di compiere i suoi crimini, ma vedendo che nulla cambiava in lei aveva deciso di intervenire e di punirla. Prese così le sembianze di un vecchio avventuriero, rimise a posto una casa al limitare di un bosco e chiamò a se una delle sue ancelle più fidate a cui diete l'aspetto di sua moglie. Quindi attese, ben sapendo che la ladra non si sarebbe mai fatta scappare la facile occasione di sottrarre qualcosa anche a loro. Le tese una trappola e quando Labe ci cadde fece di tutto per valutare le sue vere intenzioni, le fece domande, la trattò con gentilezza ed ospitalità per scoprire fino a che punto si sarebbe spinta quella donna malvagia. Soltanto alla fine, quando si avvide che nulla l'avrebbe distolta dai suoi scopi crudeli, nemmeno il privare due gentili anziani di ciò che avevano risparmiato e di un caro ricordo del loro passato, scagliò la sua maledizione.

Labe camminava lungo la strada di ritorno verso casa sua, contenta di essere riuscita a guadagnare qualcosa senza troppo impegno, quando una voce tonante e profonda risuonò nell'aria. Il vento smise di soffiare, e tutti gli animali del bosco tacquero tanto era adirato e maestoso il tono in cui il dio parlò.

- Labe! Hai ostato sottrarre i tesori più cari alle tue vittime, incurante del dolore che causavi loro. Hai rubato oggetti privi di valore se non quello affettivo per pura malvagità. Per questo io ti maledico e ti condanno. Quella scopa che con tanta fierezza porti con te ora, segnerà la tua maledizione, ma anche la tua ancora di salvezza. Dicesti di vivere in povertà, tanto da non poterti permettere abiti nuovi. E così sarà per i tempi a venire, finché il maltolto sarà reso nell'anniversario della notte in cui hai compiuto il tuo ultimo crimine! - scandì la voce prima di svanire.

Il mondo vorticò attorno alla giovane ladra che si ritrovò da sola in una casa spoglia ed in rovina. Le assi del tetto erano sconnesse e quelle del pavimento cigolavano marce sotto i suoi passi. Le ragnatele pendevano dagli angoli del soffitto e dagli spifferi tra le pareti soffiava un vento freddo. Non c'erano mobili se non uno specchio coperto di polvere appeso ad una delle pareti ed un vecchio pagliericcio senza una gamba su un lato della stanza, vicino ad un grande camino in pietra.

Labe sussultò quando si vide allo specchio. I suoi capelli un tempo lisci, sottili e colore dell'oro erano ora grigi ed arruffati, mentre il suo bel viso era ora il volto di una vecchia decrepita, dai denti gialli e storti. Soltanto i suoi occhi, del colore del ghiaccio, erano rimasti gli stessi.

Anche i suoi abiti erano cambiati, il mantello sostituito da uno scialle in lana, rattoppato e sfilacciato in più punti. Casacca e pantaloni erano stati sostituiti da un ampia gonna in panno color terra ed una camicia in flanella color pesca ed il sacco di kama appena rubati che portava alla cintura si era trasformato in un grosso sacco di yuta, ora vuoto, che le pendeva sul fianco.

Disperata Labe si lanciò di corsa verso la porta, nel tentativo di capire in quale luogo sperduto l'avesse spedita il dio adirato. Per sua fortuna conosceva bene la maggior parte del continente, aveva viaggiato ovunque perpetrando le sue truffe. Non le sarebbe stato difficile tornare a casa, se non fosse per l'amara sorpresa che l'attendeva una volta spalancato l'uscio. Attorno a lei si stendeva il mare in tempesta. Nuvole grige coprivano il cielo mentre saetta piombavano sulle onde che si infrangevano furiose sugli scogli poco più in basso della casupola. Si allontanò dalla porta, guardando dall'altro lato della casa e notò che si trovava su un isolotto largo qualche centinaio di metri, circondato ovunque dalle alte scogliere e da acque turbolente che sembravano non lasciare scampo a qualsiasi imbarcazione si avvicinasse all'isola rocciosa. Disperata tornò verso casa, ma quando vi rientrò trovo il vecchio Anutrof che l'aveva scambiata per la nipote seduto sul letto, accanto al camino acceso. L'anziano la osservò, fumando una lunga pipa in legno d'ebano quindi si rivolse a lei - Questa sarà la tua dimora finché la maledizione non sarà rimossa. Rammenta, una volta l'anno, nella notte di questo giorno, questa scopa avrà il potere di condurti oltre i confini in cui sei relegata - sentenziò indicando la vecchia ramazza di cui la ladra si era impossessata poco prima - al solo scopo di riconsegnare il tuo bottino a coloro a cui l'hai rubato. Ma sappi che non ricorderai i volti delle tue vittime, ne gli oggetti che hai rubato loro finché non proverai sincero pentimento per i tuoi errori. - aggiunse alzandosi in piedi e raggiungendo Labe ancora ferma sulla soglia - Fino a quel momento il sacco genererà bambole, dolci o doni per i puri di cuore, ma non saprai se essi sono gli oggetti di cui hai bisogno. Queste le mie ultime parole. Così io decreto. - detto ciò sputò il fumo che aveva appena ingerito dalla pipa, ed in esso si dissolse.

Molti anni sono trascorsi dal compiersi di quella storia. Alcuni raccontano che non abbia ancora scontato la sua maledizione e continui a consegnare i regali nel tentativo di liberarsene in qualche modo. Molti pensano che sia tornata ad essere giovane e bella come un tempo, altri che appaia come una vecchia solo nella sesta notte del primo mese. Ma queste sono solo voci e racconti di taverna. A molti piace pensare che il vero destino di Labe sia narrato in questa filastrocca:

S'aggira di notte gente strana,

tra costoro c'era Labe Fana.

Ladra di oggetti e di valori,

Rubava a ognuno i suoi tesori.

Ma col suo fare malandrino,

adirò dei tesori il padrino.

Creò il dio drago una trappola astuta

in cui era certo lei sarebbe caduta.

In un isola lontana venne spedita,

per i suoi furti maledetta e punita.

Finché il suo cuore, allora gelato,

trovasse la via per esser scaldato.

Quando delle colpe ebbe rimpianto,

cessò del dio il maledetto incanto.

Ma ormai di cuore e spirito buoni,

continua ancor a portar i suoi doni.

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Punteggio : 1708
Premetto che di ''storia di Dofus'' so ben poco nel dettaglio, ma mi sono divertito a far rivivere i personaggi secondo la mia immaginazione.

Tempi duri a quei tempi, nel Mondo dei Dodici. Freddo e solitudine facevano da padroni ovunque: lande, pianure, regni, ricchi di desolazione. Persino l' animata e sempre-in-movimento Astrub aveva perso la sua vitalità; Le urla dei mercanti e le risate dei bambini non si udivano più. Tenebre e nebbia coloravano lugubri il paesaggio. L' atmosfera era pesante, opprimente, si respirava aria di morte.

Qualcosa di strano era accaduto. Nemmeno i Dodici erano intervenuti per ristabilire la situazione. Ma... Cosa era successo?

Ebbene, correva l' anno 435 quando i Draghi ripresero a vivere. La domanda ''COSA!?'' risulta abbastanza spontanea e prevedibile. Comprensibile; E' impensabile una cosa del genere. Tuttalpiù se vi dicessi che sono tornati più malvagi che mai. Ancora: ''COME!?''. A quei tempi i Sadida compirono studi davvero approfonditi riguardo la natura, la vita, la biologia in generale insomma. Il tutto, ovviamente, a fin di bene. Chi si sarebbe mai immaginato che i risultati di tali ricerche potessero essere usati per manipolare il ciclo vitale per scopi ''malefici''? Probabilmente anche la mente più stolta, è vero. Ma il Re Alister confidava nel buon senso generale: SBAGLIANDOSI.
Fato volle che un Sadida particolarmente propenso alla scienza (con uno sguardo a dir poco ''maniaco'') riuscisse ad entrare a far parte della stretta cerchia dei saggi, depositari di tali conoscenze. I suoi propositi inizialmente sembravano sani; Tuttavia arrivò quella fatidica notte, quando scomparì, e con lui i risultati delle ricerche. Tutti speravano, gli stessi Dodici speravano, ancora nel buon senso di Holas 'Cu, e, ancora una volta, dovettero ricredersi.
Dalle pianure rocciose di Cania alla penisola dei Draguovi, i Sei Maestosi Draghi ripresero a vivere gettando nel panico la popolazione. Inizialmente comandati da Holas, intenzionato a gettare nella schiavitù chiunque, persero il controllo e cominciarono a vagare autonomi per il Mondo, più vendicativi che mai, bramanti carne di avventuriero e assetati di sangue, desiderosi ognuno di riappropiarsi delle proprie uova, dei propri Dofus. Intanto i Dodici, che dall' alto di Inkarnam stavano osservando la scena, non potevano intervenire.

E ancora: ''PERCHE' ?''
Holas aveva davvero pensato a tutto: non poteva certo permettersi di essere fermato nello svolgimento dei suoi piani malefici. Aveva quindi gettato in uno stato di Stasi l' intera Inkarnam, tramite qualche Orchidea che emanava spore avvelenate, donate come ''dono votivo'' alla dea Jiva. In poche parole, erano fuori gioco.

Holas 'Cu, fino a quel momento sicuro di sè e delle sue capacità intellettive, si trovò perso, le sue ''creazioni'' si rivoltarono contro di lui. Pentitosi, dichiarò la sua colpevolezza ai saggi, dichiarando ogni suo piano e ogni possibile ''contromossa'' da mettere in atto per riprendere il controllo della situazione. Alister sguinzagliò tutte le guardie e gli avventurieri volenterosi per la caccia al drago, tuttavia invano. Ogni sforzo risultava inutile, i draghi sembravano indistruttibili sotto ogni aspetto. Fiamme, gelo e tenebre calarono dappertutto. I saggi erano alle strette, non sapevano più che fare: i saggi Danzal, Yop, Sacrido proponevano lo scontro diretto per mettere K.O. le bestie, d'altronde come il saggio Etram e Ladrurbo (anche se in modo più tattico e riflessivo). I saggi Aniripsa, Feca e Sadida erano fin troppo occupati a curare le ferite dei temerari. I saggi Ocra, Osamodas, Ecaflip e Pandawa vagavano per il Mondo a cavallo delle loro creature, reclutando nuovi avventurieri, salvando i feriti e tentando di mantenere alto il morale. Anutrof e Xelor riflettevano riguardo ciò che stava accadendo. La situazione era davvero critica, ingestibile, indomabile. Non avevano modo di contattare le divinità, erano soli. Al saggio Xelor, Hana Beffa, gli si aprì un unica soluzione per ripristinare la pace. Tuttavia, era una decisione davvero drastica, perchè implicava la sua vita. Gli altri tredici saggi provarono a trovare altre soluzioni, predicavano la perseveranza, non volevano perdere un elemento così importante, ma sopratutto: un' amica. Tuttavia sembrava essere davvero l' unica via. Chi commosso, chi piangendo, dovette accettare la soluzione di Hana Beffa, che, con un sorriso amaro, salutò i suoi compagni. All' improvviso svanì, nella luminosa sala non c'era più sua traccia. Aveva lanciato Teletrasporto, giungendo sull' alta montagna sede del Croccaroc Leggendario (o meglio, ex-sede). Alle sue spalle lampi, fulmini, pioggia e i boati dei draghi che urlavano soddisfatti. Si sedette dove una volta sorgeva il maestoso albero, e chiese, telepaticamente, ai pochi Xelor rimasti, di donarle parte della loro energia. I superstiti raggiunsero anche loro, con teletrasporto, l' altura, donando ognuno un pò di sabbia dalla propria clessidra. Tutti ignari di ciò che stava per accadere, ubbidirono incoscienti al Saggio, e abbandonarono quel luogo. Hana si alzò e con occhi lucidi guardò per l' ultima volta le sue care compagne di avventura: la vecchia e polverosa clessidra e l' altrettanto anziana Lancetta. C'era intesa fra loro, non furono necessarie parole... bastò uno sguardo.
Commossa, chiuse gli occhi: posizionò la clessidra sul ceppo e fece qualche passo indietro; Poi, sguardo al cielo, tempestoso, dove ancora però la luna, piena, pienissima nel suo splendore, ancora regnava: era arrivato il momento. Fece roteare fra le mani la Lancetta e la scagliò contro la Clessidra. Fu come un esplosione: Rolbecco era stato lanciato.
La vita si fermò, quasi sembrò che tutti trattenessero il respiro, immobili. Il rumore delle spade, le urla di guerra, i pianti dei feriti, la disperazione di chi ha perso qualcuno, il rimorso per essere troppo deboli e all' improvviso... Silenzio. La stasi riempì l' atmosfera, rapida. Dopo qualche attimo fu come un ''risucchio''.
Hana fece tornare tutto a com'era un anno prima, calmo, silenzioso, vivo, confidando che non si verificasse ancora un errore del genere.
E così scomparì, tra i pianti generali.
Holas 'Cu fu condannato alle prigioni di Amakna per il resto dei suoi giorni.
Per quanto riguarda il saggio Xelor, in suo onore fu istituita una giornata in suo ricordo, corrispondente al giorno 33/01/435. Adesso, dopo millenni dall' accaduto, il suo nome è diventato Befana, colpa del parlato (e, cosa davvero curiosa, immaginario comune la vede, dopo secoli di oralità della leggenda, come un anziana xelor a cavallo di una scopa. Sul fatto che sia anziana concedo il beneficio del dubbio, in fondo è stata sempre rappresentata come un ombra contrapposta alla luna, ma riguardo alla scopa... Sciocchezze! In realtà si tratta di una lancetta. O meglio, della SUA lancetta - ok, lo ammetto, è facile scambiarla per una scopa-).Tuttavia, nonostante il nome, tutti si riuniscono in memoria degli stessi avvenimenti, mantenendo vivo l' orrore per quei gesti. I più grandi cercano di far comprendere la bontà d' animo e far ricordare ''ciò che fu'' ai più piccini, regalando loro, in base al loro comportamento, Shigekax alla frutta o pezzetti di Carbone, trasportate da Lancette Cercatrici.

P.S.: Si vocifera... che in tale data, se si và sul monte del Croccaroc Leggendario e c'è la luna piena, è ancora possibile vedere Hana Beffa seduta, sorridente, sotto il grande albero. Verità o semplici leggende?


Disegno: Clicca qui

Il disegno dovrebbe vedersi bene ad un PC fisso. Per i portatile, come il mio, potrebbe risultare eccessivamente chiaro: basta indietreggiare lo schermo per vederlo bene.

EDIT: ritocchi del testo; testo ultimato.
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Ciao a tutti vi metto qui sotto la storia, il disegno ho provato a farlo ma con scarsi risultati quindi evito di metterlo smile

LA BEFANA DI DOFUS
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Dobbiamo partire dalla considerazione che la befana a Dofus non è sempre esistita,fino ad oggi non sapevamo le sue origini,la classe,e le sue abitudini.

Oggi mentre facevo la mia solita corsa mattutina per mantenere in forma i miei tofu ho notato una strana lapide,mi sono avvicinato e ho letto "Qui giace colei che ha le scarpe tutte rotte,nota perchè vien di notte,e che i doni regala",mi è venutoun brivido anche perchè il giorno della notte della befana è ormai prossimo.

A quel punto ho chiesto ai miei pappa di scavare e hanno rinvenuto uno strano manufatto,leggendolo ho capito a fondo la vera storia della befana e siccome sono un osa chiaccherone ve la voglio raccontare.

All'inizio del mondo dei 12 con la mancanza di sarti e risorse, l'obbiettivo dei vari avventurieri era droppare pezzi di set pappa e scara, ma non tutti ci riuscivano,tutti erano ancora alle prime armi.

I sadida avevano problemi nel cucire le bambole,gli osa non ruscivano a riprendere i tofu che ogni volta scappavano,gli etram avevano dei problemucci con le loro trappole che ogni tanto esplodevano senza che nessuno le innescasse,per non parlare delle frecce che volavano per astrub per colpa delle continue liti tra piu e ocra.

Ma in tutto questo, c'era un anutrof che era riuscita a fare fortuna comprando anche la prima casa ad astrub,generosa e gentile inizio a fare piccoli regali e ad aiutare gli avventurieri meno esperti.

Le cose andavano bene fin quando non si formo una processione davanti casa sua di avventurieri inesperti, lei che non sapeva cosa fare intrapprese un viaggio verso le montagne croccaroc per chiedere consiglio ad un famoso saggio yop,si avete capito bene... yop.

Dopo essersi consultata decisero che avrebbe fatto doni solo in un determinato giorno,questo giorno fu denominato dalle generazioni succesive il giorno della befana,anche detto il befan's day dagli avventurieri piu "stilosi".

Volevo precisare anche il fatto della scopa.. non c'è nessuna scopa è solo una pala enorme che la befana utilizza per lancare i suoi doni,e ahime..se sei un po confuso probabilmente ti è arivvato in testa un dono o un pezzo di carbone.

Buon game a tutti

[b]Saluti---> Invokk
 
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DISEGNO: Clicca qui <--- (non sono bravo, spero apprezzerete la prova e la simpatia dell'arakne biggrin)

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STORIA:
cari ragazzi la storia riguardante la befana di dofus, la vera storia per intenderci, è alquanto strana quanto affascinante...
tante centinaia di anni fa furono scoperte le prime miniere d'oro e la furba anutrof Beffa era subito andata a cacciare oro e diamanti per arricchirsi il più possibile. in poco tempo ottenne il monopolio dell'oro e si costruì una lussuosissima dimora sulla cima delle montagne croccaroc. si sposò con un possente sacrido. Beffa non si accontentava mai dei suoi averi e per scavare nuove miniere tagliava tutte le foreste del mondo dei dodici e i nostri cari amici barbuti, i sadida, si trovarono senza casa e molto arrabbiati. Beffa non si importava delle lamentele giuste dei sadida, anzi ordinava al marito di sferrargli un potente calcio di sacrido per farli stare zitti. dall'alto dell'Olimpo dei Dodici tutti gli dei decisero di riunirsi vista la drammatica situazione. tutto erano infuriati con la ricca e avara anutrof tranne il suo dio che continua a ridere come una iena! il dio Sadida emise un urlo così potente da frantumare pure la corteccia di un antico alberagno e decise di fare qualcosa. quella sera Beffa si coricò come al solito nel suo letto fatto di diamanti lavorati.un grosso uomo forzuto con una folta barba le apparve in sogno, era irato e le scagliò una maledizione alquanto insolita e grazie al dio Aniripsa le donò anche un po' di bontà verso gli altri. il giorno seguente Beffa senza far troppo caso al sogno andò in miniera come tutti i giorni. sferro una decisa picconata contro una pietra d'oro quando con suo stupore il pezzo d'oro si trasformò in una tavoletta di cioccolato. Beffa non voleva credere a quello che vedeva, ogni pietra preziosa da lei colpita si trasformava in un dolciume! in poco tempo si ritrovò senza soldi e con una valanga di caramelle. suo marito la lasciò e Beffa era disperata! una notte le apparve il dio Aniripsa in sogno e disse: "capisci cosa provavano i poveri abitanti delle foreste quando li sfollavi e arricchivi solo i tuo ego? spero che adesso tu abbia imparato la lezione, ma ti manca un'ultima prova. in questo periodo i bambini sono molto infelici perchè i genitori non hanno più i kama sufficienti per comprare loro le shighelax. tu questa notte, il 6 gennaio 2012, porterai tutti i dolciumi che possiedi ai bambini del mondo dei dodici! lo so che è difficile, infatti ti donerò questa scopa magica che ti consente di sfrecciare in cielo e questo speciale famiglio rosa rossa che infilerà nei camini delle case il sacchetto di dolciumi".
così Beffa fece e dopo un'intera notte di doni si sentì molto meglio e decise ogni anno di ripetere questa buona azione!
ecco, ragazzi, come nacque la befana.

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Ciao a tutti! E' la prima volta che partecipo ad uno di questi "contest", non sono bravissimo con la tavola grafica ma ho voluto provare ecco qua la Befan'Kre:



Storia:

Ci fu un tempo senza Befana, un tempo in cui i bambini del mondo dei 12 finito il Nawal riprendevano la scuola, i compiti e tutte quelle faccende tanto odiate da tutti i pargoli, che fossero di amakna, bonta o brakmar non faceva differenza.
Un giorno nell'era della Bet'A giunse in questo mondo una vecchia Feca, un pò sdentata, con il naso brufoloso e delle grosse chiappone, ai più sembrò una strega e venne cacciata nella foresta malefica, ma la povera vecchia feca non si arrese e per dimostrare la sua bontà e infinita generosità per mesi rovistò di nascosto per tutti i cestini del mondo dei 12 raccimolando cianfrusaglie di ogni tipo, non avete idea di quante cose utili vengano buttate via al giorno d'oggi.
Non avendo ne una slitta ne dei grandi sacchi in cui mettere tutte queste cianfrusaglie decise di usare le sue vecchie calze puzzose e le riempì con un sacco di oggettini e nella speranza di far sorridere tutti i bimbi del mondo e rendergli più lieto il ritorno a scuola, durante una notte di gelido inverno volò a dorso della sua magica scopa appuntando le calze traboccanti di doni sulle porte di tutte le case di amakna. Fu più dura per lei evitare le guardie di Brakmar e Bonta ma riuscì a portare i suoi doni anche in quelle città, purtroppo però ne uscì piuttosto malconcia e punzecchiata da picche lance e frecce.... così la povera vecchia strega feca dovette aspettare un anno intero per riprendersi e raccimolare altri regali... per questo non riesce a passare che una sola volta l'anno, dopo tutto il lavoro della Befan'Kre è molto duro biggrin


Il disegno e la storia sono liberamente ispirate al feca di Krensie per sua somma gioia XD ahauahauhau! Ciao a tutti e buona fortuna per il contest!
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(scusate per l'assenzadell'immagine ma non me la rendeva valida)

..eccoci qua con una bellissima storia! Equal'è il modo per attirare i bambini se non parlando di leggende efavole?

I 12 Dei: Dio Anutrof, Dio Sacrido, Dio Osamodas, Dio Feca, Dio Aniripsa, Dio Ocra, Dio Sadida,

Dio Pandawa, Dio Etram, Dio Ecaflip,Dio Yop e Dio Xelor credevano che l'unico modo per difendere la

sacra terra dei 12 fosse quello di creare altri personaggi fatti a loro immagine e somiglianza, nacquero

così i ''figli'' di ogni dio. Questa idea venne approvata solo da undici dei dodici Dei, il Dio che non

approvava questa legge era il Dio Etram, esso venne, però, costretto dagli altri Dei. Ovviamente l’

Etram non fu per niente contento di questa idea, infatti credeva che l'unico modo per difendere il

regno dei dodici fosse quello di creare un personaggio che sarebbe stato in grado di eliminare qualunque

nemico. Il maligno Dio , anche dopo la disapprovazione dell'idea da parte dei suoi fratelli, volle cercare di

attuare il suo malefico piano. Dopo anni di lavoro il Dio Etram fu in grado di creare un oscuro personaggio

molto potente contro i nemici, amichevole con gli amici. Ovviamente lo volle fare a sua

immagine e somiglianza ma, poiché il Dio era molto attratto dalle donne, decise di farlo di sesso opposto

al suo. Gli altri Dei non furono per niente contenti dell'accaduto e decisero di lanciare una maledizione

contro questa donna, quest'ultima venne portata davanti all'altare dei Dodici e ,arrivati a questo punto, il

Dio Xelor,l'allora mago più potente del mondo dei Dodici,si accinse a pronunciare una formula

magica di un estrema potenza.

Il Dio Xelor pronunciò codeste parole:

Tu giovane e bellissima donna,

il tuo corpo il tuo volto il tuo carisma,

non saranno più lo stesso,

tu donna che ora sei bellissima,

sarai odiata, maltratta, umiliata,

il tuo volto diverrà pieno di rughe,

il tuo corpo diverrà rugoso,

e il tuo carisma la tua gentilezza,

diventeranno l'opposto.

Io saggio Dio della terra dei Dodici

ti maledico orrenda creatura!

Terminato il rituale magico la donna, primabella, aggraziata e gentile, divenne orrenda con la pelle rugosa

ebrufolosa, da quel giorno in poi ella fu destinata a vagare nelle notti limpide sopra la scopa ed in

compagnia di un gatto nero che, secondo la leggenda, raffigurava la tristezza. La donna, inizialmente

sconvolta, decise tuttavia di rendersi comunque utile al mondo dei Dodici sfruttando la scopa che gli stessi

Dei gli avevano donato. Infatti una volta all'anno passa


tra le case dei vari abitanti lasciando dolci e caramelle per i bambini. Gli Dei di fronte a tale gentilezza

capirono che neanche loro ,sebbene avessero poteri soprannaturali, potevano cambiare i sentimenti e le

virtù di una persona. Lo stesso Dio Osamodas decise di dare un nome a questa creatura, esso la chiamò

''Befana'' neanche lui sa perché gli ha dato questo nome ma gli Dei ne furono contenti. Venne inseguito

convocato il Dio Etram per sapere il perché fece la donna a sua immagine, lo stesso Dio rispose con un

altra domanda dicendo: perché Dio Osamodas gli ha dato il nome di Befana?

Approfitto per dare gli auguri di una feliceEPIFANIA!!!

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Storia

tanto tempo fa, quando il mondo di dofus era ancora in pace e non esistevano ne i bràkmariani ne i bontariani,in uno sconosciuto periodo poco dopo il Nawal ci fù un malcontento di molti dofusiani.
Essi erano metà e metà uno contro l'altro perchè Babbo Nawal non aveva portato alcun dono ai dofusiani che si erano comportati male, ma loro non sapevano il perchè quindi erano arrabbiati con coloro che avevano un regalo di babbo nawal e iniziò una vera e propria guerra tra chi aveva ricevuto un regalo e chi nò.
allora Babbo Nawal decide di chiedere aiuto ad una sua vecchia amica: Beppa la Befanetta a cui aveva assegnato un compito: fare un regalo a tutti coloro che erano stati cattivi ma che gli facesse capire che si erano comportati male.
Allora beppa pensa:" mhmhmh... cosa potrebbe fargli capire che sono stati cattivi? Una cosa brutta e cattiva... Ma certo! del carbone!
Allora beppa si decide e porta del carbone a tutti coloro che non avevano ricevuto un regalo, purtroppo loro nonm capirono e pensarono ad uno scherzo di coloro che avevano ricevuto i regali e allora andarono nei posti più remoti di amakna allora conosciuti
e bruciarono tutto il carbone finche non arrivò una gigantesca nube di fumo che fece fuggire Beppa la Befanetta e non tornò mai più. Fino ad ora...

E adesso eccovi il disegno della cara Beppa la Befanotta!

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scusate... ma non sono riuscito a postare il disegno... trovate tutto su questo sito (compresa la storia):
Clicca qui
grazie
biggrin

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Punteggio : 504

Uahahah! Concorso stupendo, non sapete quanto mi sia divertito...vi ringrazio davvero! Era da tempo che non facevo una cosa del genere. Non pensavo di essere così arruginito! Mi sarebbe piaciuto scrivere di più (mancano descrizioni e background), ma ho cercato di essere stretto e spero che almeno uno di voi si diverta.

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Qualcuno di voi è a conoscenza del significato o della provenienza del detto “Tanto va lo Yop alla glutovora, che finisce nel pancino”? No? Bene, neanche io, siamo in due. Ma su Dofus moltissime altre cose sono oscure ai più e confuse ai meno. Chi è quello strano omino verde che si aggira per le strade di Astrub con una lanterna in mano ogni mercoledì di pioggia? Perché le case sono tutte storte? A cosa porta quella strana grotta laggiù, tra le montagne di kania? Sono tutte domande che trovano risposta tra le varie leggende. E spesso i pensieri dei bambini sono più vicini alla realtà di quanto possiamo immaginare … Ormai si avvicina il giorno della befana e, come ogni anno, la curiosità sulle sue origini è tanta.

Si pensa che questa storia sia nata nei tunnel più profondi delle miniere di Brakmar, dove i minatori, storditi dalle esalazioni di vapori color rosso porpora, fantasticavano sulla provenienza del carbone … un minerale tanto ricco come la bauxite, quanto povero come le bave di pappa tutto. La leggenda narra che questo materiale sia stato importato da una strana figura di nome Befana una volta all’anno … ma partiamo dal principio, per scoprire chi sia davvero questa befana.

DRiiiiiNN!! E’ la sveglia che come tutte le mattine cancella ogni sogno e Asmira è pronta ad affrontare le avventure che le si presenteranno in questa nuova giornata. Infila ai piedi delle graziose pantofole, che ricordano tanto la testa di un pappa tutto (che siano delle teste vere?!), e si dirige al bagno per lavarsi (strano eh?). Era uno stanzino illuminato da una piccola finestrella, dalla quale i fiochi raggi del sole si facevano spazio tra ragnatele e radici di alberi per entrare nella casa. Poteva essere adibito a qualsiasi uso, ma non ad un bagno … perdinci! Barili di rhum a destra, casse piene di semi di lino a manca, una cosa impensabile! Come da routine apre il rubinetto d’oro del proprio lavandino per lavarsi la faccia, fa scorrere gelide gocce d’acqua sul suo viso, allunga la mano per prendere un asciugamano, rigorosamente in pelo di cinghiale!, e … ORROREE!! Capelli ribelli da tutte le parti, così ispidi e contorti che ci si potrebbe scrostare le pentole della peggior cucina di Sufokia, brufoli e porri ovunque dai mille colori e dalle diverse dimensioni, un alito capace di competere con il più buzzurro dei trool e in grado di frantumare qualsiasi specchio e … credo che abbiate capito, anche perché ho appena mangiato e non vorrei continuare.

–Ah, già … oggi è il 6 gennaio – disse – Me ne ero quasi scordata. Dov’è quell’ingrata della mia scopa mangia fagioli a tradimento?! Non c’è mai quando serve e vorrei sistemare questa faccenda il prima possibile, devo andare assolutamente da …

Non avevamo detto di iniziare dall’inizio? Per mille arakne! Dovevate avvertirmi, che qui non siamo ai livelli di Acidrik e possiamo permetterci di iniziare in medias res. Stavolta iniziamo davvero dal principio:

La nostra storia, come avrete già intuito, parla di una fanciulla, della fazione dei feca, la cui bellezza era rinomata in tutti i territori. Aveva i capelli color avorio, lisci come la seta e talmente perfetti che la gente ne rimaneva quasi ipnotizzata. Impeccabile sia nel parlare, che nel camminare, ma a volte impetuosa. Non amava truccarsi e odiava i capi firmati. Indossava sempre una piccola mantellina di raso color rosso e non c’era giorno in cui qualcuno si girasse a guardarla, con relativo mal di collo, durante le passeggiate per la strada. Era la donna che tutti sognavano. Capace di catturare un cinghiale a mani nude e, allo stesso tempo, capace di cucinare certi manicaretti, che mhhhh … non vi dico! Affascinante e sensuale. Eppure non riusciva a trovare marito. Desiderava soltanto una cosa: avere un compagno con cui passeggiare lungo le spiagge dei pescis e affrontare i mostri più temibili nei lontani campi di Bonta. Aveva un piccolo problema che l’affliggeva fin dalla nascita e per paura di rivelarlo al mondo intero, rifiutava ogni proposta di matrimonio. Grazie alle sue doti di feca era riuscita a nascondere questo piccolo problema con i suoi glifi, scudi e magie varie, ma a volte non erano abbastanza. Che dire, era un problema insolito, molto dif…PROOOOOTTT!! Ebbene sì. La nostra amica soffre di un piccolo, insignificante, trascurabile e quasi invisibile problema di aerofagia, che ogni volta distruggeva tutto ciò che le stava dietro. Gli alberi bruciavano, i fiori appassivano ed i cerbiatti perdevano le corna (ma non i mariti!). Decisa a porre rimedio una volta per tutte, prese un volo per la terra desolata dei dragacchini e partì alla ricerca della famosa farmacista Rbetta De Ciè, che era conosciuta in tutto il mondo per il suo motto: “le medicine devono essere amare, ma un filo di miele di larve sul bordo del bicchiere e tutto va bene”. Infatti i suoi prodotti, utili per qualsiasi problema, erano simili a dolci, per una più facile assunzione. Lungo la via trovò una cosa che la lasciò sbalordita … era immensa, maestosa, con muri imponenti, dai colori sgargianti: una costruzione, a suo dire, stupenda. Un gabinetto così non lo aveva mai visto, eppure era un’intenditrice! Si fermò per provarlo e dopo PROOOOOOT! diversi collaudi, proseguì il suo cammino, fino ad arrivare a un piccolo cespuglio, preceduto da un cartello “CHIIP AUT”

–Finalmente sono arrivata!-

Spostate un po’ di fresche frasche, o frasche fresche che dir si voglia, scorse ciò per cui aveva vagato a lungo: una piccola casupola di marzapane, con glassa e ciliegine come rifinitura. Dalla piccola finestra di vetro di zucchero Asmira era riuscita a intravedere una vecchia signora, non molto alta e con abbastanza peso da far concorrenza al più maturo dei buulipi, avvolta in un grembiule sporco di macchie marroni … speriamo si tratti di cioccolato! Bussò tre volte alla porta di cioccolato massiccio, ma non ci fu nessuna risposta e ,osservando l’interno dalla piccola finestrella, la figura dell’anziana signora era sparita.

–Parola d’ordine – echeggiò nell’aria. Asmira si girò di scatto, ma non vide nessuno. –PAROLA D’ORDINE!- Questa volta la ragazza scrutò il posto attorno a se con più attenzione e notò che la voce proveniva da un piccolo soldatino di cioccolato alla sua sinistra, posizionato vicino all’uscio della porta.

-Mi dispiace, ma non la so. Come ti chiami giovane soldatino?”- disse con gentilezza Asmira.

-‘Ao! ‘nvedi questa che viè qua a fa’ ‘a saputella.Giovane a chi? Ohh! Macchitteconosce!-

-Che modi! Volevo solo parlare con Rbetta, ho bisogno del suo aiuto-

-Oggi sta qua, ieri naltro…Pe’ che m’avete preso… pe’ nusciere? Te prego, te prego…gnè gnè gnè!-

-Grazie lo stesso- sniff, le scese una lacrima –Proverò a cercare un altro che possa aiutarmi- Si girò, salutò con una mano e asciugandosi le lacrime con l’altra, passo dopo passo si incamminò per la via del ritorno, quando … PROOOOOOOOOTT! Ebbene sì, le capitò di nuovo. Nei momenti di grande turbamento, grosse turbolenze si agitavano dentro di lei e avevano questo effetto.

Si girò e vide il piccolo soldatino a terra in mille pezzi e tra una lacrima ed un singhiozzo:

-Scus..- ma non riuscì a finire la frase, che da quei pezzi di cioccolato sparsi per terra, emerse una voce.

-Oi bea fijola. Perhè ttu piangi? N’è successo niente sai, dimmi…orhetuvvoi?-

- Sniff…Volevo incontrare la farmacista, ma non conosco la parola d’ordine…Sniff-

-Oibò! Tutto qui? Risolvi l’indovinello e potrai incontralla-

Seconda stella a sinistra, questo al mattino

E poi dritto fino al camino

Poi la strada la trovi da te

Fino a Rbetta de Ciè


-Grazie!- disse e si allontanò cercando una risposta all’indovinello.

Destra…stella…camino…mattino. Solo un posto alla sua sinistra aveva un’enorme quantità di fiori rossi, simili a stelle di natale (ndr: era una discarica a cielo aperto di queste piante, che, buttate dopo le feste natalizie, producevano erbe medicinali rarissime favorite dal clima), con un paesaggio stupendo al mattino e con al centro un’altissima torre, quasi un camino gigante.

Eccola! Era lei! La farmacista stava raccogliendo preziose erbe per i suoi intrugli … proprio lì! Fece qualche passo e …

-Finalmente! Ti aspettavo, ce ne hai messo di tempo. Spero che Mitorf non ti abbia creato troppi problemi, a volte si comporta davvero in modo strano-

-Chi?-

-Il soldatino, mia cara … chi altrimenti!-

Era troppo emozionata, non ci riusciva a credere. Sentiva qualcosa muoversi. Era qualche animale che le si era infilato tra i pantaloni, no. Erano le famose farfalle allo stomaco (di questo ne parleremo la prossima volta), no … Era ciò che temeva. Stava per arrivare. Impossibile frenare una tale for … PROOOOOOOOT Un lampo accecante, un tuono assordante e quando gli occhi poterono tornare a vedere, tutte le erbe rare erano sparite. Solo cenere qui e fuochi fatui là.

-MA! Mi hai fatto perdere un anno di lavoro! $%&%!ò€#£- La prese per un braccio e la trascinò verso casa. Aprì la porta e, senza salutare Mitorf, sbattè la porta dietro di sé.

–Ecco- borbottò – questa caramella risolverà il tuo problema. Dammi mille kamas e non farti più vedere!-

-Grazie mille! Non saprei come ringr … -

-I soldi prego e poi quella è la porta-

-Tieni sono tutti tuo … -

PROOOOOOOOOOTT

Un armadio dietro di lei oscillò per qualche secondo e la miriade di dolci dai diversi effetti cadde per terra, insieme alla caramella che stava per comprare la nostra Asmira.

-Hai proprio un problema serio ragazza mia … Ti toccherà aspettare l’anno prossimo per avere un altro medicinale dallo stesso effetto. I dolci caduti sono troppi simili per distinguerli-

-NO! Sono stanca di aspettare. Mangerò più dolci possibile e forse riuscirò a mangiare quello giusto.-

-Ma … - La farmacista tentò di fermarla, ma ormai la ragazza in pochi secondi aveva già divorato decine di farma-dolci. Dopo pochi minuti Asmira si rialzò dal pavimento ed esclamò: -Sono guarita, me lo sento!-

Ma a che prezzo? Aveva tre occhi, cinque braccia, un naso enorme e deforme, porri giganteschi e … ma non continuerò. Se prima avevo appena finito di mangiare, ora è iniziata la digestione e non voglio rovinarmela. Spero abbiate capito. Una volta visto il suo aspetto la ragazza scoppiò in un lungo pianto e Rbetta tentò di consolarla.

-Ti stavo per avvertire che era pericoloso! Se vuoi posso rimediare ai tuoi errori, ma tutto ha un prezzo- e mentre disse ciò le mostrò un grosso babà.

-Farò tutto quello che vuoi! Ti riempirò di kamas, ma ti prego … fammi tornare come prima!- E riprese a piangere.

-Non si tratta di soldi, ma di qualcosa di più importante-

Senza pensarci due volte, Asmira le tolse di mano quel farmaco e lo inghiottì in un sol colpo.

-Grazie, grazie. Mi hai salvato la vita!-

-Aspetta a parlare così. Questo farmaco ti ha portato sì alla normalità, ma ogni anno il suo effetto terminerà e tu dovrai tornare da me per prendere un’altra dose annuale. Durante questo giorno tornerai brutta, orrenda e con i peggiori difetti che ci possano essere, ma non avrai più problemi di flatulenza. Ho tramutato odori, fetori e venti in appetitosi dolciumi, perché non posso permettermi che tu mi distrugga un’altra volta le mie rare erbe medicinali, ma attenta a ciò che mangi … potrebbe causare degli effetti collaterali. Ecco, prendi questa scopa volante, così potrai venire a trovarmi senza essere vista. –

-Dimenticavo: ci vediamo il 6 Gevian dell’anno prossimo-

Si narra che ogni anno la notte tra il 5 e il 6 Gevian nel cielo nero come la pece si intraveda una figura femminile che svolazza su una scopa, lasciando cadere deliziosi dolciumi (shhh! Non diciamo a nessuno da dove vengono!) e continui a gridare: BEFFATA! SONO STATA BEFFATA! Siccome molto spesso le folate di vento distorcono i suoni, da beffata si è arrivati a befana ed è così che viene chiamata questa misteriosa figura, che porta dolci ai grandi e ai piccini.

Siete ancora curiosi di sapere da dove provenga il carbone? Beh, vi dico soltanto che succede quando Asmira mangia un po’ di broccoli, il suo cibo preferito.

Come ogni leggenda c’è una parte vera, una parte inventata ed una parte che insegna qualcosa. Io adesso sono stanco, ho parlato troppo, sta a voi capire quale parte sia vera!



Non sono mai stato bravo a disegnare e non si nota...noooooo! xD
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Mi chiamavo Bessa. Ero figlia di semplici contadini d'amakna, ma la mia bellezza mi portò lontano. Diventai modella, una ricca modella, vestivo i più bei mantelli della regione, calzavo le più morbide e calde scarpe di frigost,sfoggiavo i copricapi delle più lontane terre e i gioielli dei più abili orefici. Ero avida, amavo soltanto i soldi. Mio marito scomparve giovane, morto avvelenato, …* cough cough * pace all'anima sua; giustamente mi lasciò un'eredità grandiosa, un paio di milioni di kama, una dozzina di case, qualche allevamento di dragacchini sparsi in tutto il continente e una piccola isola nascosta, al largo dell'isola di moon. Prima di morire mi disse che là, su quel minuscolo pezzo di terra, sotto una palma,giaceva un tesoro immenso, nascosto da un antico pirata, morto durante un potente uragano.

Andai ovviamente alla ricerca di questo tesoro e dopo qualche mese trovai l'isola.

Trovai la palma e iniziai a scavare, granello dopo granello, buca dopo buca,lo trovai! Ma mancava la chiave. -Dio Anutrof!- gridai.

Una risata accompagnò la nuvola di vapore che mi avvolse poco dopo, ed ecco che mi ritrovai in cielo in una piccola stanza, decorata con qualche pianta e stuoie di bambù, con un paio di muri e ampie vetrate che lasciavano intravedere il color rosa pesca delle nuvole.

-Però..me lo immaginavo più bello il paradiso.-

-Come dici!?- una voce maestosa e potente tuonò. E da dietro ad un vaso uscì un piccolo nanetto, con uno scettro più grande di lui, sulla cui sommità stava un gigantesco Kama sbrilluccicante, con tanto di K in rilievo. -Come ofi, infultare, tu, comuniffimo effere mortale,il più avido, potente, anzi, potentiffimo fra gli dei! Il fottofcritto! Dio Anutrof! E poi, quefto non è il paradifo. -

-Ah,mi scusi, allora non sono morta!- era grandioso sapere di non essere deceduta per colpa di un'evocazione di dio alternativa -tolgo il disturbo, me ne ritorno sulla terra.- E iniziai a procedere verso una bella scala che iniziava proprio in mezzo al pavimento e scendeva verso il basso, oltre le nuvole, con tanto di cartello : “Comuffimi mortali”.

Una colonna di monete giganti mi piombarono davanti, bloccandomi la strada e spettinandomi tutti i capelli. Mi voltai di scatto urlando,con gli occhi lucidi -E' il souvenir!?-

E mi sa che con questa affermazione lo feci proprio arrabbiare. Iniziò a borbottare e a gridare, lanciando saliva dappertutto. Infine mi chiese -Quali fono le cofe che odi di più al mondo?-

-Le caramelle!- risposi prontamente. Sbalordito il Dio mi chiese il perchè. -Perchè fanno ingrassare.-

Il Dio mi guardò meglio. Poi prese una rivista dalla borsa che portava in spalla e iniziò a sfogliarla freneticamente. -Aaaaaaaaaah! Ma tu fei la modella! Quella ricchiffima!-

Mi inchinai -modestamente..- e conclusi – ma la rivista.. è per caso Amakna oggi? O è Mondo dei Gossip?-

Il Dio arrossì -Irrilevante! Tu, piuttosto, hai raccolto una quantità di foldi enorme! E l'hai fatto non donando niente a neffuno!

Risposi– Di tempo ce n'è voluto, ho pure dovuto uccidere un marito

-Beniffimo!-

-Altrochè-

-Ti condanno a difribuire caramelle tutti gli anni, il giorno di domani!

-Il 6 Genvian?

-Efattamente! Ogni anno, il 6 Genvian distribuirai caramelle a tutti i bambini buoni e a quelli cattivi carbone, tanto carbone!

-Perchè proprio il carbone?

Rispose seccamente – Perchè c'è fcritto sul copione..- e mostrò una voluminosa raccolta di fogli, tenuti insieme da una graffetta.

-C'è pure scritto che ogni S la devi sostituire con la F?-

La sua faccia diventò rossa di rabbia e una nuvola mi avvolse. Diventai una vecchia nonnina, con la gobba, la dentiera, la vestaglia marrone e gli occhiali.

-Bene! E refterai cofì finchè non arriverà ogni anno il 6 gennaio, allora quefta maledizione fi avvererà: ritornerai ragazza e diftribuirai caramelle e carbone. Tutti ti chiameranno Beffa, volerai su un' afpirapolvere sputa-carbone verde vomito e giallo canarino, che durante l'anno terrai in casa per far le pulizie. Inoltre inchiodato ad effo ci farà uno zaino celefte, che conterrà tutte le caramelle deftinate ai bambini. Per fempre.-

-Yeah! Allora sono immortale!- E senza aggiungere altro mi precipitai giù per la scala.

Orami dedico all'allevamento di wabbit, alla cucina e a salutare i bambini che passano davanti alla mia casetta. Tutti i miei beni sono stati sequestrati dal dio stesso, anche se io ho tenuto nascosto un milione da qualche parte, sotto il materasso. Col tempo il mio nome Beffa è diventato Befana, perchè ai bambini fa più paura e ogni notte del 6 Genvier volo con il mio "afpirapolvere fputa-carbone" nel cielo di amakna.

E questo è il mio disegno : Clicca qui

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Punteggio : 1478

[[6 Gevian 571]]
Nella lontana Brakmar, dove la cattiveria è sovrana, una piccola creatura innocente nasce in una gelida notte del sei Gevian, il suo nome è Anna Feb. Questa piccola Ladrurba fu addestrata sin da piccola nell’arte del furto e dell’inganno. Divenne molto forte e agile, malgrado non sembrasse destare molto interesse ai suoi allenamenti. La povera Anna, quindi, era costretta a un continuo allenamento senza mai riuscire a né a fare amicizie né a festeggiare mai i suoi compleanni. Anche se la migliore tra tutte, Anna aveva un cuore troppo gentile e generoso, cosa molto strana sia per una ladrurba sia per una Brakmariana, tanto da innervosire Djaul, il Dio protettore di Brakmar. Ma non solo a quest'ultimo saltò all'occhio questa sua qualità, anche Jiva, protettrice di Bonta e acerrima nemica di Djaul, si accorse di questa giovane Ladruba.

[[23 Decembel 588]]
Dopo furti, camuffamenti e fughe, Anna viene scelta per una intrepida missione...Il furto della statua di Jiva dalla Milizia di Bonta! Era orgogliosa, anche se sapeva di non festeggiare il suo 18° compleanno. Preparò tutto, dall' equipaggiamento al cibo, saltò in groppa al suo Dragacchino e si mise in viaggio.

[[4 Gevian 589]]
Arrivati alle porte di Bonta, intravidero alcune guardie, Anna con un balzo saltò via dalla groppa del Dragacchino prima di essere avvistata, mentre i suoi compagni di viaggio furono respinti e dovettero tornare a Brakmar. Lei s’inoltro in Bonta, era ormai tardi, scese nelle fogne e passo lì la notte.

[[5 Geniv 589]]
Risalita in città dopo una fastidiosa notte, sente una voce chiamarla. Incuriosita, la segue fino a ritrovarsi davanti al suo bersaglio, la statua di Jiva, ma sentiva in lei una strana sensazione. Jiva le disse:

"" Sei nata Ladrurba e Brakmariana, ma il tuo cuore è puro e candido come la neve, a differenza di tutti gli altri Ladrurbi tu hai la generosità dalla tua parte. Usa le tue abilita ladrurbe per far del bene, prendi questa scopa, fatta con legno di Quercia Molle imbevuto in linfa di Bambù Dorato, che ti permetterà di volare. Ora vai e fa ciò che ritieni più giusto. ""

Dopo qualche lacrima scesa da quel visino, Anna decide di andare alla panetteria di Bonta e di prendere più cose possibili, rimanendo un gruzzolo di Kamas sul bancone. Quella medesima notte usò la sua furtività e il dono di Jiva per nascondere caramelle e dolciumi in tutte le case, non solo per far felice gli altri ma per potersi sentire in qualche modo "ringraziata e ammirata" nel giorno del suo compleanno.

[[6 Geniv 589]]
Al risveglio tutta bonta era in festa per questi regali, anche se l’identità di Feb Anna rimase un mistero per tutti. Mentre lei tornò a Brakmar tenendo allo scuro di tutto gli altri. La tradizione continuò, e ancora oggi Anna porta dolciumi ai bambini, ma non solo di Bonta, ma di tutto il Mondo Dei Dodici.

By Kijiba

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Punteggio : 4

Ciao a tutti =)
Prima dell'inizio della storia del personaggio preferirei farvi vedere come lo immagino...Spero vi piaccia cliccate qui per il disegno:Clicca qui
ECCO LA STORIA^^:

Molto tempo fa' quando tutte le classi di Dofus furono create si misero subito a creare il loro mondo e dopo pochi anni quando si svilupparono le classi diventarono molto forti salendo di livello in livello...Ma una in particolare( il Befann)la classe piu' odiata dalle altre non si fece mai vedere...solo nella notte del 6 gennaio (di ogni anno) i Befann si presentano in dofus,ipnotizzando ogni singola classe per dominare il mondo di dofus sensa mai farsi riconoscere dal vero aspetto...(usano bende che corpono il corpo e il viso per non farsi riconoscere.
Ma fin oggi nessun Befann è mai riuscito a vincere.
Uno in particolare era jordan(un Befann)che tutti gli altri prendevano in giro perchè odiava combattere per il male.Ma un giorno jordan scese nel mondo di dofus(il giorno prima della befana) per avvertire l'attacco dei Befann a tutte le classi, ma jordan fu preso a calci della altre classi e sbattuto fuori dal loro mondo.
Cosi all'arrivo dell'attakko dai Befann al mondo di dofus tutte le classi vennero sorprese perchè i Befann non erano piu' mille o duemila erano moltiplicati...E scoppio' la piu' grande guerra dofusiana tra Befann e varie classi...il piccolo jordan non sapeva cosa fare cosi' scese per primo in dofus e dopo piu' volte che lo rifiutarono, le classi dofus decisero di metterlo in prova.
Cosi' jordan prese la benda e si travesti' in un ecaflip qualsiasi.
Dopo aver studiato un piano, in quelle ultime due ore che gli rimanevano prima dell'arrivo dei Befann,continuarono a svolgere la loro vita quotidiana.All'arrivo dei Befann tutte le classi si nascosero in un rifugio creato con legno di alberagno oscuro e qualche pietra di croccabul e in fine coperto da un velo d'inchiostro che li mimetizzava.I Befann avevano una legge( se gli si toglieva la loro maschera in mondi che non siano loro erano costretti ad allersi con loro) cosi' tutte le classi riunite svelano un attacco a sorpresa ai Befann...in fine rimasero vivi dal mondo di dofus: un aniripsa e un ecaflip(jordan) ma i Befann non sapevano che era lui,invece dall'altra parte era vivo solo il capo: Gantigh il piu' mostroso di tutti i mostri...sensa pieta' per nessuno.jordan era l'unico a sapere come si toglieva la maschera,cosi' si avvicno' a Gantigh e gli disse: Hei! tu! grassone,potrei divorarti con un bluff ahah, cosi' il gigante si inferoci' e sferro' lattacco piu' forte : Ristrizione ,che fece un danno enorme oltre a far diventare jordan sotto il controllo di Gantigh per dieci minuti esatti.
Era tutto previsto da jordan...
Infine jordan con pochissima vita rimasta si tolse la maschera da ecaflip e si mostro' a tutti come era fatto e con1 ristrizione contro Gantigh ,il gigante perse il controllo e cadde a terra morto.l'aniripsa rimasto vivo con jordan curo' tutti quanti e li riporto' in vita e il Befann divento' una classe comune come tutte le altre...e ogni 6 gennaio arrivano altri Befann dal loro pianeta per allenarsi con le altre classi.

Spero la mia ''storiella'' vi piaccia e vi auguro un BUON 2012!
grazie per aver letto^^
:p

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@Poesse: il link del disegno non mi porta al disegno o.O

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Ciao a tutti.

Ho fatto anch'io un disegno "virtuale": ho unito una osamodas e una sadida... Ecco qui il risultato!

Ed ecco la storia...

Tanto tempo fa, sull’Isola di Frigost, prima della secessione della futura Isola di Nawal, c’era una comunità di Sadida particolarmente chiusa, tanto da utilizzare i propri poteri per creare una mefitica foresta protettiva intorno al loro territorio.Quando l’Isola di Nawal si separò dal resto di Frigost, anche il territorio Sadida si staccò sulla linea degli alberi ed incominciò ad andare alla deriva.I Sadida erano già abituati ad una vita spartana e gli occasionali incontri con pochi (ma sfortunati) esploratori, mercanti o turisti che incrociavano la rotta casuale dell’isola dava loro ciò di cui avevano bisogno per tirare avanti; ovviamente questo incontro non era altrettanto proficuo per gli estranei, che andavano sempre incontro ad una fine prematura.Un giorno approdò sull’isola una nave di turisti. Alcuni membri dell’equipaggio e pochi passeggeri resistettero all’attacco e una famiglia di Osamodas riuscì addirittura a rifugiarsi all’interno, oltre la Foresta Mefitica. La coppia, che portava con sé la loro piccola figlia Joumana, non andò molto lontano: il gruppetto fu presto intercettato da una squadra di difesa. I genitori si batterono con onore e riuscirono ad avere la meglio sugli avversari: di questi sopravvisse solo una giovane Sadida che, per la sua giovane età ed inesperienza, fu graziata dalla coppia… Befomhel era il suo nome. Costei non condivideva l’odio generalizzato dei suoi compatrioti e cercò di evitare lo scontro fino all’ultimo.I due Osamodas, a malincuore, ma forzati dagli eventi, ebbero giusto il tempo di affidarle la loro piccola figlia prima di morire a causa dei veleni ricevuti nel corso delle battaglie.Befomhel nascose Joumana a casa propria: le fu facile perché viveva da sola. Il padre, infatti, era stato giustiziato dopo uno scontro con degli estranei perché voleva cercare di instaurare una collaborazione con i nuovi venuti, mentre la madre era venuta a mancare l’anno precedente durante un “combattimento di allenamento”…Non sapendo come crescere un’Osamodas, le impartì gli insegnamenti che a sua volta le erano stati dati. L’esito fu che, evocando le bambole tipiche della cultura Sadida, la piccola allieva, nel corso degli allenamenti generasse Tofu di pezza, Pappattuto imbottiti di cotone e così via...Purtroppo, un triste giorno, il cinque gennaio, Joumana fu vista a casa di Befomhel e, saputo come stavano le cose, i capi della comunità decisero di non fare eccezione e predisporre una pena esemplare: le due furono condannate al rogo per la mezzanotte del giorno stesso.La divinità Sadida, che era già stanca di tutto lo spargimento di sangue di quella piccola comunità (e pare avesse un debole per quelle buffe bambole evocate da Joumana) e Osamodas, che era stato toccato dalla triste storia della piccola, improvvisarono un consiglio generale delle divinità e proposero di dare una lezione ai malvagi capi di quella comunità.Fu così che durante il rogo una luminosissima colonna di luce investì le due vittime fondendole in un unico essere: dal momento che nacque dall’unione di Befomhel e Joumana, venne chiamata “Befana”. Tutti gli dei diedero il loro contributo e donarono qualcosa di loro. Osamodas e Sadida le concessero infinite evocazioni (di pupazzi!). Xelor prese in prestito la giovinezza delle ragazze, generando una creatura “vecchia”, ma con il dono della vita eterna. La dea dei Sacrido fece in modo di convogliare una parte della vitalità persa nei combattimenti direttamente nella creatura, sostentandola. Ocra le diede la vista perfetta, affinché potesse discernere i buoni dai cattivi. Etram voleva dare a Befana un cuore spietato per punire i malvagi che l’avevano bruciata, ma Aniripsa voleva darle un cuore buono per poterli perdonare, cosicché ebbe due nature. Il dio dei Danzal diede ad essa due maschere in modo tale che i buoni e i cattivi potessero avere due visioni distinte di essa: una buona vecchietta per i primi, e una temibile megera per i secondi. Feca non aveva molto da offrirle, per cui promise di difenderla e proteggerla per sempre. Le divinità dei Pandawa e degli Ecaflip vollero che la lezione impartita ai malvagi e il premio riservato ai buoni fossero estesi a tutto il mondo dei dodici, per cui le donarono una scopa volante e un sacco per potersi spostare agevolmente e trasportare tutto ciò che riteneva necessario al compimento della sua missione: il sacco poteva essere anche pesantissimo, tanto il dio Yop le aveva dato una buona dose di forza! Anutrof, dal canto suo, le fece dono di una riserva (più o meno) inesauribile di scorte monetarie per provvedere al suo futuro sostentamento e “aiutarsi” dove i suoi poteri avrebbero potuto non arrivare (diede a Befana anche una buona scorta di carbone…).
I malvagi capi della comunità vennero letteralmente sepolti nel carbone, e si ravvidero di fronte a tanto potere divino, tant'è che adesso l'isola è molto ospitale, per quei pochi fortunati che ne incrociano la rotta casuale.
L'unica cosa che mi resta da aggiungere a postilla è che Befana, vedendo che Anutrof aveva letteralmente contato le dosi di carbone offerto, a tutti gli altri cattivi del Mondo dei Dodici, diede una una misura più stretta, quasi simbolica: ad ogni modo fu così che nella notte tra il cinque e il sei gennaio tutti gli abitanti del mondo dei dodici vedono Befana e ricevono premio o castigo per il loro comportamento.

A presto!

Ciao ciao.

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Punteggio : 886

ci sono storie e disegni molto belli, sarà proprio un bel concorso!
Complimenti a tutti :3

P.S. ho aggiunto il disegno di Labe Phana ^^

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