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Chi clasha? #4: l'inno delle vostre campagne...

Di [Ankama]DOFUS - AMMINISTRATORE - 23 Agosto 2019 - 17:00:00
AnkaTracker News

L'atmosfera è calda fra i maestri d'armi delle due più grandi città nemiche del Mondo dei Dodici! Oto Mustam risponde ancora al suo rivale Amayiro e colpisce là, dove fa più male... È l'occasione per (ri)scoprire che quando si tratta di dare il colpo di grazia all'avversario, i brakmariani non mancano di humour...

Caro Amayiro,

Oh, ma forse preferisci se ti chiamo nonno? O nonna, secondo le voci che girano dalle parti delle vostre frontiere... sai? Dal lato della civilizzazione.

Ho letto la tua ultima lettera con molta attenzione. Quello che mi piace particolarmente nelle persone anziane. Nei vecchi. Nelle cariatidi. Nei rottami. Coloro per cui la fine è più vicina che l'inizio, insomma. Dicevo, quello che mi piace è il fervore e l'eloquenza con cui riuscite a farci tuffare nei momenti chiave della Storia del Mondo dei Dodici (omettendo dei dettagli, talvolta, ma vabbè... alla vostra età non si è al riparo da problemi di memoria).

Questo aneddoto, la chiamata di Ilyzaelle, sembra essere nei tuoi ricordi, come nei miei, uno degli episodi più segnanti della "piccola guerretta" che anima le nostre città da così tanti anni (e spero che tu non vi veda qualcosa di cattivo, nonostante le numerose morti che abbiamo causato dalle vostre parti).

Non per le stesse ragioni, ad ogni modo... Il principe della città oscura è morto alla fine di quella battaglia, certo, ma tu hai tendenza a dimenticare un piccolo dettaglio. È divertente il modo che hai di allungarti su alcuni dettagli ma non su altri... La maledizione della corona del monarca di Bonta. Leoritto, testa di ... Oh, scusa! (Ho così tanto l'abitudine di chiamarlo così quando vi prendiamo in giro, insieme a miei, che spero non ti arrabbierai!)

Vedi, quella storia mi interessa molto...

Aaah! vi abbiamo fregato proprio per bene su quella cosa! Ancora oggi, quasi 100 anni più tardi, ne ridiamo ancora! Perché anche se all'epoca ero "sotto le gonne di mia madre", e a giusto titolo, sappi che ho sentito parlare di quell'episodio decine di migliaia di volte. Per il semplice e buon motivo che è quel che si racconta ai piccoli brakmariani la sera, per farli addormentare e che facciano dolci incubi... (Sì, contrariamente a voi, a noi i sogni ghiacciano il sangue e ci impediscono di dormire).

Ma penso spesso a una cosa: dubito che tu conosca la verità sul modo in cui si sono svolti i fatti... vorresti sapere come Orazzal ha maledetto la corona? Sì, sono convinto che in tutto questo tempo la gente abbia voluto proteggervi, bontariani buoni a nulla che non siete altro. Voi e il vostro amor-proprio.

Lascia che ti racconti questa storia... metti il tuo più bel pigiamino di Viti Mielorso e stringi il tuo peluche forte forte contro di te. Sì, così! Oooohhh, che carino. Ah, non esitare a succhiarti il pollice, si dice che regredire sia una cosa normale quando la senilità ha la meglio. Promesso, nessuno ti giudicherà. Sarà... il nostro piccolo segreto!

C'era una volta un re, ridicolmente piccolo e particolarmente cattivo, all'immagine della città che governava.

Un giorno, a causa di un prodigio che nessuno si spiega (e senza dubbio al termine di un imbroglio disonesto) lui e i suoi riuscirono a sopraffare (per un periodo di tempo molto breve, inutile precisarlo) i loro eterni avversari. Ma pensare che questi ultimi si sarebbero lasciati vincere così facilmente significava non conoscerli affatto. Si dice perfino che abbiano volontariamente lasciato vincere il nemico, per pietà senza dubbio, non credendo che avrebbero mai vinto una battaglia, anche se insignificante, altrimenti...

La città, normalmente sempre vittoriosa, non voleva lasciar andare i suoi nemici senza un piccolo ricordo. Per vendicarsi, uno dei suoi arcivescovi, Orazzal, decise di fare uno scherzo, ma che dico, uno scherzetto, al sovrano della città bianca, Leoritto. Maledire la corona del defunto principe di Brakmar, rubata dal re di Bonta, ecco cosa decise di fare. La prima idea che gli attraversò la mente, da bravo brakmariano, era una delle più buffe...

Si dice che per conoscere la natura dell'incantesimo della suddetta corona, bisogna possedere un udito fine come quello di una Megera. Quando ci si avvicina al prezioso diadema, si può sentire una vocina sussurrare un'aria conosciuta da entrambe le nazioni, anche se diversa rispetto alla versione normale...

L'inno di Bonta!

Ma come un inno potrebbe far impazzire lo stesso re della città di cui dovrebbe tessere le lodi, ti chiederai? Forse l'inno è stato reinterpretato e rilavorato in stile Brakmar? Sì, amico mio! Quel che ha fatto impazzire il vostro buon re è stata la vostra stessa canzone, con delle parole più... adatte!

Mi permetto di scrivertene qui un estratto:

Perché Leoritto è il nostro re

Ogni due ne perde tre

Così noi gioiam perché

Perché Leoritto è il nostro re!

 

Elgarion era una balena

Di pulci avea la testa piena

ma cantiamo noi perché

Perché Leoritto è il nostro re!

Ringraziami, mi fermo qui e ti risparmio i passaggi che potrebbero urtare la tua fragile sensibilità... Allora, di certo non è il tuo Claudius Baglionus (anche se...) ma ammettilo, sono parole ricercate!

Sono persuaso del fatto che sei felice di sapere che se il tuo caro sovrano Leoritto si è lanciato dalla cima del palazzo, è perché ne aveva abbastanza di sentire quella versione del vostro inno! Ah, un elemento della Storia di Bonta che i suoi abitanti si sono ben guardati dal rivelare. Peccato... per una volta, potevate farci fare due risate (a parte quelle che già ci facciamo grazie alle vostre feste sceme e costumi senza senso, ovviamente)!

Se ti servono altre informazioni scottanti sulla tua città, non farti problemi a chiedere! Sono qui per questo...

Mal-eficamente,

OTO MUSTAM

Maestro d'armi della Milizia di Brakmar

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