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Féline: la star è sparita

Di [Ankama]DOFUS - AMMINISTRATORE - 02 Aprile 2021 - 14:00:00
AnkaTracker News

Stavo per mollare. Il caso della piccola Ani non era riuscito a riconciliarmi con la razza dodicina. Dopo anni passati a tentare diestirpare il male, avevo iniziato a cercare di comprenderlo. Essere dalla parte giusta della legge... un'evidenza fin da quando ero piccolo. E invece... alla fine ho capito che il confine tra "loro" e me era spesso tanto quanto una foglia di kalipto. Allora, avevo pensato di andarmene. Abbandonare la nave, prima di affondare definitivamente. Prima di iniziare a somigliare a loro... ma poi mi hanno affibbiato quel caso.

Féline... maledetto destino. Ne avrei fatto volentieri a meno, stavolta... quando penso che poco tempo prima mi sbattevi in faccia che non volevi più vedere il mio muso. Qualcosa mi dice che, allo stato attuale, non devi più essere dello stesso avviso.

Rrr... Féline... in quale groviglio ti sei cacciata ancora? E il caro Rayné, cosa aspetta per ritrovarti? Con la sua andatura zoppicante e il suo tremore, in questo momento di certo il nonnino starà sorseggiando una buona tisana aspettando che la nonnina ritorni a casa.

La regina, com'è chiamata nell'ambiente, aveva previsto un ritorno in pompa magna. Nuovo album, nuovo stile, nuovo spettacolo. Più sensazionale che mai, a quanto pare. Spiacenti fan, cambio di programma! La starlette non ha trovato niente di meglio che scomparire per far parlare ancora di più di sé. Se non sono preoccupato? Un po', sì... non voglio mentire. Ma Féline me ne ha fatto passare talmente tante che inizio a chiedermi se questo non sia un altro dei suoi brutti tiri per far sì che tutti gli sguardi siano puntanti su di lei...

Quando quella sera mi hanno chiamato, mi ero appunto ripromesso di non rimettere mai più zampa all'Ecaesar Palace. Non era per me. Non era il mio ambiente. La tigre me lo ricordava spesso... ero tranquillo, stavo sorseggiando il mio secondo Gluto Rum. Mi serviva proprio per dimenticare tutte le atrocità che ti riempiono il cervello quando fai il poliziotto. Un sorso in più, quello giusto. Quello che ti scalda l'esofago e ti anestetizza il cuore. Quello che ti fa fluttuare. Mi lasciavo avvolgere dallo smog della collina, con gli occhi chiusi, con la brezza che accarezzava la mia barba di tre giorni. Stavo bene, accidenti.

"SBAM! SBAM! SBAM! Ispettore Greyjak! Apra!"

Tre forti colpi battuti alla mia porta avevano rovinato la melodia della tromba di Bullaly, del favoloso Mank Forgan. Il miglior passaggio del pezzo. Maledizione. Già non mi piacevano le visite a sorpresa, così poi... la sera si preannunciava diversa dal previsto.

Raramente avevo visto una folla di gente così isterica. Segno che Féline ce l'aveva fatta. Furbo sparire dai radar per dieci lunghi anni. Creare l'assenza per suscitare il desiderio. Successo assicurato. So bene di cosa parlo... a quanto pare, non tutti i segnali erano favorevoli. Féline aveva dato buca ai suoi fan. Conoscevo bene anche quello...

I membri dello staff correvano da tutte le parti. Sembrava un formicaio che preparava l'arrivo della propria regina. Solo che la regina aveva tagliato la corda.

Avevo raccolto qualche indizio, ma niente di convincente. Il caso si preannunciava complicato. Due giorni dopo la sua scomparsa, decisi di tornare all'Ecaesar Palace. Doveva per forza esserci qualcosa che mi era sfuggito...

Sul posto, la tensione era palpabile. C'era un silenzio pesante. La polizia scientifica prelevava impronte qua e là. Con poca convinzione. Per forza... le impronte di un(a) potenziale colpevole nella più grande sala concerti di Ecaflip City? Era come cercare un ago in un pagliaio. A vederli darsi da fare in tutti i sensi, sentivo lo stress salire in me fino a contorcermi le budella. Il tutto stava cominciando seriamente a farmi uscire di senno... 

Tutto lo spazio era sorvegliato, ogni uscita piantonata da una guardia. Erano già passate 48 ore da quando Féline era scomparsa. Lo spartiacque, come si dice nell'ambiente. Il momento a partire dal quale la speranza finisce con lo scomparire per mischiarsi allo smog brunastro e appiccicoso della città.

Dopo aver annunciato la mia identità una buona decina di volte a degli agenti di sicurezza sempre meno invoglianti, arrivai al camerino di Féline. Appostato davanti alla porta, un Molosso dalla flemma sconcertante stava dritto come un fuso masticando una gomma, lasciando intravedere a ogni movimento della mascella dei canini appuntiti come coltelli. Le sue pupille nere mi intimorivano. Anche la sua stazza. Un Uginak scolpito nella roccia. 1 kametro e 90 per un centinaio abbondante di kilopods, a vista d'occhio. Un bel marcantonio, insomma.

Una volta alla sua altezza, stavo per procedere con il solito trittico: la mano fatta scivolare con disinvoltura nella tasca interna dell'impermeabile, l'esibizione controllata del distintivo, poi la famosa pronuncia della mia identità, quella che mi faceva aprire tutte le porte, anche quella del camerino di una famosa diva.

"Non vi ho dimenticatiii, oooh nooo, iooo... oh, chiedo scusa signor ispettore!"

Non avevo notato i due auricolari infilati nelle orecchie, quelle piccole creature coniche che registrano a memoria il testo di una canzone per poi urlarlo direttamente nel cervello, a gran dosi di decibel.

"Saul Greyjak, ispettore del DPEC* incaricato dell'indagine. Avrei qualche domanda da farle, se non le spiace".

E anche se gli fosse spiaciuto, tra l'altro.

"Ah, ehm, sì. Ma certo, signor ispettore!"

Un dettaglio catturò la mia attenzione. Come scolpiti nella roccia, tre profondi graffi gli solcavano la gola, poco al di sotto dell'orecchio.

"Mestiere difficile", gli dissi, indicando il suo collo con un piccolo movimento della testa.

Percepii il suo disagio. L'Uginak tentò maldestramente di nascondere la ferita sollevando il colletto della giacca.

"Sì, io...  lo sa bene anche lei, signor ispettore! Anche se Ecaflip City viene chiamata la città delle luci, non tutti quelli ci vivono sono brillanti, per così dire!"

Strano... bisognava essere davvero arditi per prendersela con un armadio come quello. Oppure sentire la propria vita in pericolo... Il cuore mi batteva forte. Decisi di torchiare l'energumeno.

"C'è stata una difficoltà imprevista?"

  • Uhm... diciamo di sì, sì... farfugliava sfregandosi la nuca.
  • Attento, sua moglie potrebbe pensare male... buttai lì, aggiungendo una finta strizzatina d'occhio d'intesa.

Il tipo iniziò ad arrossire sempre di più e a biascicare qualcosa d'incomprensibile. Qualcosa in lui non quadrava. Ok, non sembrava molto furbo... ma avevo il presentimento che valesse la pena scavare più a fondo...

"A proposito. Non abbiamo finito con le presentazioni. Lei è?

  • Fran'cyss, informatore del dispositivo di scorta. Ma gli altri mi chiamano 85.
  • Oh? OK... in riferimento a?
  • Al mio QI. Sa, il quoziente, ehm... quella cosa, roba mentale.
  • Ah. Capisco, sì. Allora, 85, novità dall'altro ieri? Mi faccia un piccolo resoconto.
  • Beh... dunque insomma... Féline doveva fare un concerto, lo sapeva?
  • Oh? Davvero? Ma non mi dire!
  • Sì, sì, giuro! Per l'uscita del suo nuovo album. "Non vi ho dimenticati", s'intitola. Sono persino riuscito a ottenere una dedica, sa!"

L'ironia non era proprio il suo forte...

"E quindi concerto, folla in delirio, sipario che si apre e PUF! Niente Féline, giusto?

  • Niente Féline. Volatilizzata!
  • E poi? Cos'ha fatto lei?
  • Oh, beh, ehm... io mi assicuravo che nessuno salisse sul palco per entrare dietro le quinte. Lei capisce, la gente è matta. Ne abbiamo acciuffati diversi che cercavano di forzare la porta del suo camerino. Va da sé che Féline avesse paura e che le servisse l'incoraggiamento dei fan per lanciarsi. Ah ah! Féline, paura! Ma figuriamoci!
  • Ah quindi... lei non ha idea...

L'Uginak sollevò nuovamente il colletto della giacca, lo sguardo sfuggente.

"Non ha visto niente d'insolito? Un comportamento strano, qualcuno del pubblico che avrebbe potuto dare nell'occhio? Qualunque cosa, anche se può sembrarle insignificante. A questo punto, tutto è possibile... assolutamente tutto, insistetti, sostenendo il suo sguardo.

  • Nulla, non abbiamo visto, ehm, uhm, non ho visto nulla...
  • Abbiamo? Era con qualcuno?
  • Ehm, uhm... intende dire, al di fuori dei miei colleghi della sicurezza? Ah, no no! Con chi vuole che fossi? Ah ah! Ehm..."

Curioso...

"Fiuuu, fa caldo qui, non trova? Stavolta, 85 tirò giù il colletto della camicia, svelando il collo taurino.

  • E Féline? Com'era prima dell'inizio dello spettacolo?

Féline? Non ne ho idea! Rifiuta di vedere chiunque nelle 3 ore che precedono lo show.

Tipico... come ho fatto a dimenticarlo? I capricci da diva, no? Tutte hanno i loro piccoli deliri. Chiedono le cose più incredibili. Quello di Féline era lo zucchero. In tutte le sue forme. Una vasca a 29 gradi, né più né meno, riempita di uno sciroppo di gelatina reale. Delle paste di frutta, "per ammorbidire la laringe", diceva. Baggianate. Il tutto innaffiato con una generosa tazza di succo di Fun Fung al miele. Per ammorbidirla e basta. Diceva che si "addolciva la bocca". Il primo che osava interrompere la signora Vion nel suo piccolo rituale era certo di attirarsi le sue ire. Inutile dire che non avrei voluto essere al suo posto...

"Dov'era lei prima della scomparsa di Féline?"

La mia domanda sembrò attanagliare il Molosso. Mi diede l'impressione di un bambino che veniva colto con le mani nel sacco. Più passava il tempo, più mi dicevo che Féline era finita nelle fauci dell'Uginak stesso... mi si rizzava il pelo. Ancora una volta, 85 sollevò meccanicamente il colletto per nascondere la ferita e tentò di fornirmi una spiegazione, senza mai riuscire a guardarmi negli occhi. Tutt'altro che convincente.

"Prima della scomparsa? Ehm... un attimo che ci penso... io... io..."

All'improvviso, alle mie spalle, i flash dei giornalisti inviati in loco (e che per alcuni non lasciavano il posto da due giorni) crepitarono come fuochi d'artificio. Salvato dal gong, 85 guardò al di sopra della mia spalla, a bocca aperta.

Quel profumo... l'avevo sentito decine di volte tra le mie lenzuola, dopo una di quelle notti d'amore in cui lei finiva sempre per raggiungere Rayné, preferendo la ragione alla passione.

"Féline...?"

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