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Tracker Ankama

La Ruota del Destino #4: Ush Galesh

Di [Ankama]DOFUS - AMMINISTRATORE - 26 Maggio 2021 - 16:00:00
AnkaTracker News

Mia-mia-miaaaoooooo! Che piaceeere rivedervi, miei piccoli cacciatori di Scuiscuit! Vi siete goduti la mia ultima storia, vero? Divertente, no? Vediamo verso chi ci porterà il destino questa volta... pronti, via! E gira, gira, gira come l'indomani di San Patr'Ozio EEE... Ush Galesh! Uno dei miei rampolli più terribili! Siete davvero dei fortunelli, eh... scopriamo insieme la sua storia!

La (dis)avventura che sto per raccontarvi è accurata su tutta la linea, dall'inizio alla fine, passando per il mezzo!

All'epoca, Ush Galesh si era appassionato alle reliquie e alle opere dei Danzal di ogni tipo. Poteva vantarsi di possederne tante quasi quante quelle appartenenti a collezionisti famosi, a un'età in cui non aveva ancora perso la peluria. La recente scoperta di una maschera mai vista prima, la Macmaschera, l'aveva messo in uno stato di eccitazione folle. Era chiaro: doveva impadronirsene.

Conservata nel museo della storia dodicina di Bonta, sotto una campana di vetro protetta a sua volta da una gabbia metallica blindata, la maschera era oggetto di ogni attenzione. I curiosi venuti dai quattro angoli del Mondo dei Dodici si affollavano per ammirarla. Bisogna dire che le venivano attribuiti dei poteri incommensurabili, simili a quelli degli dei. Sembrava addirittura che bastasse guardarla negli occhi per ottenere la grazia divina e la fortuna tanto in amore quanto nel gioco. Un argomento di notevole peso, sufficiente per vedere precipitarsi tutti gli accaniti giocatori di roulette di Ecaflip City, che in genere frequentano poco i musei, troppo noiosi per i loro gusti, ma che ora sono determinati a ricevere il favore degli dei.

Ush è un Ecaflip (e fin qui, niente di sorprendente). In quanto tale, è dotato di una flessibilità e di un'agilità senza pari. Questa caratteristica fisica felina l'aveva allenata. Duramente, con accanimento, ogni giorno che passava. Che rapporto c'è con la Macmaschera? Ora ci arrivo! È che siete impazienti... per sperare di mettere le zampe sull'oggetto del suo desiderio, Ush avrebbe dovuto eludere un numero considerevole di trappole. Come vi ho detto, la maschera era conservata in uno scrigno fatto di vetro e acciaio, al riparo da mani lunghe. Ma non solo! Per proteggere il suo tesoro, la città di Bonta aveva raddoppiato la sorveglianza e progettato un sistema di corde sensibili al minimo movimento, disposte tutto attorno alla gabbia, come una tela di Arakne. Di che scoraggiare i più temerari... ma non i più folli.

Le 4 del mattino. Troppo tardi perché ci sia ancora un Maomao nelle strade e troppo presto perché il Mondo dei Dodici si risvegli già. L'ora ideale per commettere uno scasso. Ush emerge da un vicolo buio, il viso coperto da un passamontagna da cui ogni tanto appare il bagliore dorato delle sue pupille dilatate. Un completo di cuoio di Pappaton Nero lo avvolge dalla testa ai piedi. Il suo pelame si confonde già con la notte nera, certo, ma non è questo il problema. Anche un solo pelo lasciato sul posto può rappresentare un indizio prezioso. Inutile correre quel rischio...

"Hop, hop! Hop! Aaah... HOP!"

Ush è scattante. Sono mesi che si prepara. Salta da muretto a portale e finisce per aggrapparsi come un'Arakne sulla facciata di una costruzione. Quella del museo della storia dodicina. Gli artigli profondamente conficcati nella pietra gli fanno un male Baubau. Poco importa, è pronto a soffrire quel che serve per mettere le zampe sull'oggetto di tutti i suoi desideri. Ora eccolo che striscia lungo l'edificio.

Con un ultimo sforzo, prende lo slancio, le zampe posteriori piegate al massimo, quindi salta per finire la sua corsa sul tetto dell'immobile. Accovacciato in agguato, dà una rapida occhiata attorno a sé. Lo sguardo spazia sull'intera città di Bonta. La trova più bella che mai... gli dà l'impressione di essere solo sua. Di far parte del suo harem di Maomicine... Ush vorrebbe continuare ad ammirarla, ma il tempo stringe.

Tira fuori dal suo zaino una mappa e la dispiega con un fruscio che rompe il silenzio della notte. Strano... non sembra corrispondere niente. Deve essersi sbagliato quando ha ricostruito i luoghi. Però non è da lui! Se la prende con sé stesso. Com'è possibile? Lui che di solito è di un rigore irreprensibile, quasi morboso... ma si riprende rapidamente. Non è il momento di lasciarsi destabilizzare. Errare è dodicino, dopo tutto! Gli toccherà improvvisare...

Là! Una finestra bassa, l'unico punto di accesso verso l'interno. Ush non esita a lungo. Non importa se i suoi piani sono cambiati, decide di fidarsi del suo istinto. Estrae un artiglio di Draguovo affilato come un rasoio dal suo stivale, poi comincia a tagliare il vetro, formando un cerchio abbastanza grande da passarci la zampa e accedere al sistema di apertura della finestra. Armeggia, cerca, si piega un po' di più e si morde la lingua con i canini per concentrarsi e... TOMBOLA! Il chiavistello della finestra fa un piccolo rumore metallico di giubilo. Ora si comincia a fare sul serio. Ush freme d'impazienza.

Tira fuori dallo zaino una spessa corda lunga 10 kametri, arrotolata su sé stessa. La lega saldamente a un comignolo, poi ne verifica la solidità strattonandola più volte in diverse direzioni. Un'ultima occhiata nei dintorni e zzzuuuiiip! STOP! Non più in basso. La sua mappa del luogo chiaramente non è aggiornata, Ush ignora dove si trova esattamente. Deve quindi restare prudente... il luogo è completamente buio. Ci si vede come all'interno del groppone di un Dragacchino. L'Ecaflip ha preferito non portare con sé una torcia, prevedendo un possibile passaggio fortuito di una pattuglia di Bonta. Dovrà fare affidamento sul suo occhio felino. Saldamente aggrappato alla corda, deve attendere un minuto buono prima che i suoi occhi si abituino. Ecco, ci siamo. Nella penombra, alla sua destra, intravede diverse sagome che si stagliano dal muro. Probabilmente delle maschere di Danzal. Se ne impossesserà più tardi. Ogni cosa a suo tempo... Ush gira la testa. Alla sua sinistra, questa volta, distingue il contorno di un quadro appeso a due kametri almeno da terra. Il dipinto della Yoponda, senza dubbio... Ush ora ha un'idea più precisa di dove si trova. Se i suoi calcoli sono giusti, questa volta, la Macmaschera dovrebbe trovarsi a 30 gradi nord. Tira fuori dallo zaino una bussola dotata di una discreta larva fluorescente, memorizza la direzione desiderata e poi la mette subito via. Con la leggerezza di una piuma di Pìu, l'Ecaflip continua a lasciarsi scivolare lungo la corda e atterra senza far rumore, con passo di velluto.

Ci siamo. Questo momento è assolutamente esaltante. Lo apprezza, ne gode, pur rimanendo in guardia. Ush resta immobile, senza nemmeno osare respirare, in una postura che ricorda le tante statue del museo. Qualche secondo di un'attesa che gli sembra interminabile... nessun meccanismo attivato e nessun allarme lì attorno. Va tutto bene. Ush si sposta ora sulle punte dei cuscinetti, la schiena inarcata. La sua andatura avrebbe di che farlo sorridere, se non ci fosse in gioco una posta così alta.

Un altro colpo d'occhio discreto alla bussola. Ush corregge la sua traiettoria. Di fronte a lui si erge una massa intimidatoria: si tratta della scultura del grande drago, ne è sicuro. Non gli interessa. Non questa volta, comunque. L'Ecaflip prosegue il suo percorso quando urta il piede contro qualcosa. Nella penombra, il suo occhio allenato percepisce qualcosa che assomiglia a bacchette. A dozzine, fendono l'aria. Frecce, senza dubbio. Il felino esegue subito una capriola e finisce la sua corsa dietro una colonna. Ush ne è convinto, il sistema di sicurezza del museo è stato rivisto e i suoi dati non sono aggiornati... è arrabbiatissimo con sé stesso. Ma è troppo tardi per tornare indietro. Dovrà raddoppiare l'attenzione e anticipare le trappole prima che gli piombino addosso. L'Eca esce dal suo nascondiglio. Un'altra occhiata alla sua bussola e questa volta decide di proseguire strisciando. In teoria, il sistema di corde dovrebbe trovarsi a tre kametri davanti a lui. In teoria. Perché Ush ormai non è più sicuro di niente...

Proprio quando sente che la disperazione lo assale, le vede. Decine di linee che si incrociano e si intersecano, come disegnate e sospese nell'aria. L'ultimo sforzo. Senza dubbio la tappa più complicata. Ma lo sa: una volta superato questo ostacolo, il resto non sarà altro che una passeggiata.

Ush si rialza cautamente, quindi infila una prima zampa tra due corde. Fin qui, tutto bene. Ora è il momento di adottare la postura del Maomao a testa bassa insegnatagli dal suo maestro Pandawa. Con le natiche in aria, fa un movimento ondulatorio per scivolare sotto le corde più vicine al suolo. La tensione è palpabile. Sente il suo cuore tamburellare contro il freddo pavimento a piastrelle. Con i cuscinetti piantati a terra, esercita una pressione per trascinare tutto il corpo di un buon kametro in avanti. Il naso gli cola abbondantemente. È molto più difficile di quanto immaginasse. Lo stress, che era assente durante le fasi di allenamento, lo destabilizza. Ush cerca di riprendersi e di tenere a mente che dietro tutto questo c'è la piccola meraviglia che brama da così tanto tempo...

Un leggero movimento basculante sul lato destro, poi si alza srotolando lentamente la schiena. C'è qualcosa che non va. Davanti a lui, l'intreccio di corde non corrisponde affatto a quello che aveva studiato. Ancora una volta, non è aggiornato... Ush si morde la guancia. È furioso. Cosa può mai essere successo per renderlo un tale disastro?

L'Ecaflip inspira profondamente. Si accovaccia, allunga la zampa sinistra di lato e scivola di nuovo. La sua postura assomiglia a quella di un rospo.

"CRAAAC!"

No! Il suo completo ha ceduto, proprio nel cavallo. Là dove ha più peli... prega Ecaflip che nessun pelo perduto lo tradisca... Dopo un laborioso mezzo giro su sé stesso, si alza su una sola zampa, evitando con l'altra una nuova corda. Mentre esegue un movimento circolare perfettamente controllato con la zampa, i suoi cuscinetti sfiorano qualcosa. Ush trattiene il respiro, chiude gli occhi e fa una smorfia, aspettando la sentenza. Questa volta è davvero finita.

Passano alcuni lunghi secondi. Sorprendente... non si attiva nessun allarme. Eppure ha sentito il contatto del filo contro la pelle, ci metterebbe la zampa feticcio di Wabbit sul fuoco. L'Ecaflip riapre un occhio. Niente.

Insomma... quasi. In lontananza, sente un cigolio accompagnato da un rumore di ruote. Questa volta non osa più muoversi. I muscoli della sua gamba d'appoggio sono tesi come non mai e gli fanno un male Baubau. Trema ed è diverse volte sul punto di perdere l'equilibrio. È certo, non durerà ancora molto prima di mollare. Quando all'improvviso, una luce accecante riempie la stanza. Immediatamente le sue pupille si contraggono e il suo pelo si rizza.

Un tipo tarchiato, dall'aria interdetta, sosta nel vano della porta, con una torcia fiammeggiante in mano. Sulla schiena, un carrello pieno di scope e prodotti per la pulizia di tutti i tipi. Ush emette un miagolio di stupore.

La presenza del dodicino non è quello che lo sconcerta di più. No... quello che confonde l'Ecaflip è il luogo stesso dove si trova. Un ambiente colorato e in miniatura. Decine di piccole sedie multicolori, dei tavolini anche questi molto bassi. Davanti a lui, una lavagna nera su cui si può indovinare, mezza cancellata, la data del giorno prima. Alla sua sinistra, le maschere appese alle pareti sono fatte di cartapesta. Ush si ricorda allora che si sta avvicinando il Karnevale dei Pazzarelli. Si ricorda anche di aver fatto questo tipo di "creazioni artistiche" quando era piccolo... riabbassa lentamente la zampa, stordito.

"Ahia!"

Decine di matite di tutti i colori sono sparse sul pavimento, tipo Shangai. Quelle che aveva scambiato per freccette...

Ush si rende allora conto che l'intreccio di corde in cui si trova non è altro che uno di quei giochi di agilità e di arrampicata che si possono trovare negli asili infantili. Eccolo nel bel mezzo di una classe scolastica, a giudicare dalla riproduzione approssimativa del ritratto della Yoponda, realizzata con impronte sovrapposte di manine piene di pittura, collage di foglie di Alberagno e lana di Pappatutto.

Ush fatica a capire, ma soprattutto sta sprofondando nella vergogna... il museo, la notte nera, la sua vista che a volte fa cilecca. Ha fallito su tutta la linea, miseramente. Fuggendo dalla scena del suo fallimento, fa un balzo, si aggrappa alla corda e la risale veloce come il fulmine, quindi scompare nella notte buia...

Non conoscevate questa storia? Davvero? Strano... forse Ush non ha ritenuto opportuno urlarla ai quattro venti! Ah ah ah! Oooh, che volete farci! Sono fatto così... dopo tutto, chi vuole bene sa anche essere severo... giusto?

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