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La Ruota del Destino #8: Kerubim Crepan

Di [Ankama]DOFUS - AMMINISTRATORE - 30 Giugno 2021 - 17:30:00
AnkaTracker News

Ahi ahi ahi! Un giorno o l'altro sarebbe dovuto succedere, era ovvio! Tutte le cose belle finiscono. Suvvia, toglietevi quell'aria da baubau bastonati! Girate la ruota e che non se ne parli più! Eh? Ah sì, è vero, tocca a me... Oh, d'accordo! Sono emozionato! È partita... OH! È così che si dice finire in bellezza... Mio Sciusciù... L'avrete sicuramente indovinato: è il nostro caro Kerubim Crepan che si è incaricato di fare calare il sipario!

Il racconto di oggi è vero, dall'inizio alla fine. Potete crederci davvero: io c'ero! E allora mi direte: "Ma sì, certo, tu ci sei SEMPRE, bla bla bla..." Allora, primo: non vi permetto di darmi del tu (a quanto mi risulta, non abbiamo allevato i Porkass insieme) e secondo: questa volta ho avuto, come dire, un ruolo significativo.

Preparate i fazzoletti, perché la storia che mi appresto a narrarvi è di quel genere che fa aprire i rubinetti. Si svolge moltissimo tempo fa. Vi porto da un Keke che aveva ancora del Lalatte sulla punta del muso e che aveva come migliore amico uno chiamato Bashi. A unirli era il gusto per l'avventura. E per lebestie di ogni genere!

A quel tempo, il mio Keke non aveva ancora finito la missione dei due mattini. Avete presente? Quella durante la quale mi aveva colpito per la sua incredibile audacia! Ancora non sapevo che per le me sorprese non erano ancora finite...

Quel mattino, Kerubim si stava divertendo a fare saltellare dei ciottoli sulla superficie dell'acqua del Porto di Madrestam. Il giorno prima, era riuscito a fare arrivare un sasso fino sull'altra riva. Un'impresa a cui sfortunatamente Bashi non aveva assistito. Da allora, aveva continuato ad allenarsi per riuscire a rifarlo sotto gli occhi dell'amico. Kerubim amava stupire tutti quanti. E poi amava anche le imprese... Di qualsiasi tipo. Costi quel che costi...

"Keke! Keke!"

Bashi era accorso, senza fiato.

"Che cosa succede, amico mio? Calmati, hai le branchie che ventilano!
- Tu... pff... Tu a... pff... Tu ami l'avventura... pff... no... non è così?"

Quasi accovacciato, con le mani sulle ginocchia, il piccolo squalo stava facendo fatica a riprendere fiato. Era sovraeccitato come una Pupulce.

"Che domanda stupida, la tua! È come se io chiedessi a te se ti piacciono le Anigurep!
- Rrrr, ma sì, le adoro! insomma... Ho una cosa super da proporti! Hai già sentito parlare del mostro di Croc Ness?
- Ma sì, pff... Al Tempio non parlano d'altro! I preti continuano a dirci che è super mega giga pericoloso, che non abbiamo alcun interesse a provare ad affrontarlo e che se ci avviciniamo alle Paludi di Amakna, ci sbatteranno ai lavori forzati di pulizia della lettiera per dieci giorni.
- Bleah... Che schifo! Eh sì, beh... Io so dove possiamo trovarlo! Mentre andavo al mercato insieme a mio padre, ho sentito due tizi che ne parlavano.
- Che bomba. Ci Andiamo?"
Rusty, un giovane Ecaflip un po' più vecchio di Kerubim che dispensava lezioni di Gioco dell'Ecacinque al Tempio, passava di là.

"Allora... Cosa state complottando, pivelli?
- Vogliamo andare a cercare il mostro di Croc Ness! Gli spifferò senza riflettere Kerubim
- Cosa? Ma siete fuori?! Non avete sentito quello che hanno detto i preti?
- Oh eccone un altro! Sentilo, come se la sta facendo sotto!
- Ma se è alto dieci kametri e ha una bocca che è grossa il triplo di quella di un coccodrillo, ci lascerete la pelle, idioti al cubo!
- Uuuhh quanta paura! Io mi sento prontissimo! Ho praticamente terminato il mio apprendistato, rincarò fiero Kerubim.
- Ti senti pronto? Ma se non lo sono nemmeno io! Attento Keke, quando si vuole andare troppo in fretta, si finisce per lasciarci le penne..."  

Il giovane Eca fece spallucce e alzò gli occhi al cielo.

"Vieni, Bashi, lasciamo perdere questo fifone... A noi ci aspetta la gloria!
- Ti dovrai ricredere quando vedrai le nostre facce su tutti i giornali!

Sì, hai proprio ragione! Le vedrò tra i necrologi, però!" urlò Rusty dietro ai due amici mentre si allontanavano e continuavano ad atteggiarsi.

Per molti, il mostro di Croc Ness era solo una leggenda. Rari erano coloro che si potevano vantare di aver visto solo la punta della sua coda. E sapete perché? Perché, in generale, si erano tutti fatti sbranare vivi molto prima di riuscire ad avvertire chiunque! Immaginate una lucertola tre volte più grande di un Cioccocroc. Aggiungete poi una bocca che non ha nulla a invidiare a Grozilla, piena di due file di canini affilati come coltelli. Il tutto sorretto da due giganteschi piedi palmati che potrebbero schiacciare chiunque come una frittata e corredato da una coda infinita che lo mantiene in equilibrio a ogni movimento. Per non parlare poi dell'odore che emette, non fatemici pensare, ho ancora la nausea...

Ed ecco i nostri due piccoli amici, determinati ad affrontare questo mostro infame, che se ne infischiavano degli avvertimenti che avevano ricevuto da chi aveva più esperienza di loro. Erano armati solamente di un coperchio di metallo, di quelli della pattumiera, che gli faceva da scudo e di una spada fatta di cartapesta e ricoperta di carta stagnola... Inebriati dalla prospettiva di diventare degli eroi di cui tutto il mondo avrebbe parlato per i successivi dieci anni, passarono tutta la giornata a escogitarono un piano perfetto, tutti convinti di essere all'altezza dell'impresa. Alla fine del pomeriggio, dopo essere usciti di nascosto, si ritrovarono alla frontiera delle Paludi di Amakna dove, approfittando delle ultime luci del giorno, misero a punto gli ultimi dettagli della loro spedizione, con la bocca piena di Anigurep per farsi forza.

"Allora siamo d'accordo: a ovest delle Montagne dei Koalak, quando arriviamo all'albero a forma di volpo giriamo a sinistra, poi proseguiamo ancora un po' verso nord nelle Paludi Nauseabonde e...
-
BUM! Gli diamo un bel colpo in testa e la gloria sarà tutta nostra!" esclamò gioioso Kerubim.

Non c'era da stupirsi... Per poco, Kerubim e Bashi non si fecero divorare nello stesso istante in cui si ritrovarono faccia a faccia con il mostro. Ma quando la fine dei nostri due amici sembrava ormai segnata (cioè nel cimitero di Amakna), la fortuna si mise improvvisamente a sorridergli. Sospeso per aria, stretto nella punta della coda del mostro di Croc Ness che, con le enormi fauci spalancate, stava per inghiottirlo vivo, Bashi si mise a gesticolare con tutte le sue forze sotto lo sguardo sconvolto di Keke. Ma all'improvviso, a quest'ultimo venne un vero e proprio colpo di genio.

"Il tuo scudo, Bashi! Inclinalo verso sinistra! Sìììììì! Così! Perfetto!"

Sulla traiettoria degli ultimi raggi di sole che stava tramontando, quello scudo di fortuna che Bashi aveva portato con sé proiettò un riflesso che accecò il mostro, impedendogli così di infliggergli il colpo fatale: un attacco sapientemente padroneggiato (o estremamente rischioso?) da parte di Kerubim. Quest'ultimo lanciò la sua spada che andò a infilzarsi esattamente nella coda del mostro, tranciandola di netto e lasciando cadere Bashi nel bel mezzo della palude nauseabonda.

Contro ogni aspettativa, quel giorno, i nostri due piccoli avventurieri in calzoncini corti diedero, diciamocelo pure, una bella lezione al nostro caro Croc Ness. Il mostro, temuto in tutto il Mondo dei Dodici, tanto che alcuni vi vedevano una leggenda destinata ad animare le serate in cui ci si racconta le storie dell'orrore, si era dovuto arrendere contro a due ragazzini che quasi non arrivavano al kametro di altezza. Come non inorgoglirsi dopo una vittoria del genere?

"Puah! Hai visto come l'abbiamo fatto fuori? Ah ah ah!
- Davvero! È stato quasi fin troppo facile! Io non sapevo che la tua spada fosse magica, sai?
- Ehm... Nemmeno io... confessò Kerubim esaminandone la lama, parecchio incuriosito.
- Ah... Vabbè. In ogni caso, abbiamo fatto bene a non ascoltare quel fifone di Rusty!
- Ovvio!  I vecchi non fanno altro che impedirci di fare tutto quello che ci pare!"

Ricoperti di fango e lasciando dietro di sé unodore degno di un piede di Bwork dopo una Brak'Maratona, Keke e Bashi si congratularono con loro stessi e cominciarono ad assaporare il successo che li attendeva con tutta l'incoscienza e l'ingenuità che caratterizzano gli apprendisti adepti della loro età...

La notte era ormai scesa del tutto, per cui tornare a casa sarebbe stato fin troppo rischioso. Perciò, i due amici decisero di accamparsi nel bel mezzo della foresta.

La luna era perfettamente rotonda, quella notte. C'era la luna piena. Dall'alto della sua posizione, sembrava voler puntare un proiettore su quei due avventurieri in erba... Dopo aver ripetuto una decina di volte tutti i più piccoli dettagli del loro trionfo, con l'autostima a mille, finalmente i due amici riuscirono ad addormentarsi. Senza nemmeno preoccuparsi del panico che regnava in quel momento al Tempio Ecaflip, così come tra i parenti di Bashi...
 

"SLUUURP!"

L'indomani mattina, all'alba, il piccolo squalo si svegliò di malavoglia, con un Boo che lo leccava dalla testa ai piedi. Aprì un occhio, e saltò in piedi, terrorizzato.

"AAAAAAH!"
- Oh! OH! Calmati, Bashi! Era solo un piccolo di Boo e se n'è già andato! Lo hai spaventato...
- Aiutooo!
-No, ma tu non stai bene! Che ti succede amico mio?
- Ma... Che cavolo ci fai tu qui? Dov'è andato Keke?
- Hai perso completamente il senno, Bashi! Sono io, sono Keke! Non mi riconosci?"

Con il viso sfigurato dalla terrore, Bashi indietreggiava.

"Che faccia... Si direbbe che tu abbia visto un Fotasma...
- Peggio... Atc...
- Cosa? In che senso "Atc"? Atciù? Ma cosa ti prende?"

Sbalordito, il piccolo quale tese il suo scudo all'amico.

"Gua...Guardati, Keke..."

Ilmetallo ammaccato e satinato rivelò a Kerubim un riflesso sfocato e deforme allo stesso tempo. Tuttavia, ciò che si delineava davanti ai suoi occhi non lasciava spazio ad alcun dubbio...

"AAAAAAH! I MIEI PELI! I MIEI BELLISSIMI PELI! DOVE SONO FINITI?!?"

Il piccolo Eca lanciò uno sguardo di supplica all'amico.

"Dimmi che è tutto un incubo... Tutto ma questo no!
- Io... Non ci credo, non..." Bashi indicò il suolo con un movimento della testa.

Attorno a loro, des ciuffi di un bianco brillante erano sparpaglianti nell'erba umida di rugiada. Agli occhi della maggior parte degli Ecaflip, era fondamentale avere una pelliccia in buona salute. Per Kerubim, che l'aveva avuta sempre folta e setosa, poter ispirare ammirazione e rispetto era un vero e proprio motivo di orgoglio.

O per lo meno, lo era stato... Il giovane Ecaflip abbassò la testa e si mise a urlare. Il massacro era uno spettacolo insopportabile. Allora era vero... Eccolo lì, nudo come una Shin Larva!

"Che cossssss'è quessssssssto? AH!"

Sentendo il suono della sua voce, Kerubim sgranò gli occhi e si mise le zampe davanti alla bocca, sconvolto. Si era messo anche a fischiare!

"Non ci credo... Ti sei trasformato in...
- Non è possssssibile... NO! NON QUESSSSSSTO!
- ATCHAM!"

Kerubim si diede dei colpetti sulle guance con la punta dei cuscinetti, poi abbassò la testa e si guardò il petto e le zampe posteriori, per poi girarsi e scoprire che anche la coda era completamente senza peli. Sia l'aspetto che la consistenza della sua pelle gli causarono una smorfia di disgusto sul viso.

"Che cosssssa significa quessssto? Cossssa mi sssssta sssssuccedendo, Bashi ??
- È orribile! Sei bruttissimo!
- Non resssssterò cosssssì per sssssempre, vero?
- Secondo me ti ricresce... Forse hai mangiato qualcosa che ti ha fatto male! E... E... Aaargh, è veramente troppo disgustoso!
- Ssssssono sssssicuro che è sssssstata colpa di Rusty! Ti ricordi che mi ha detto che ci avrei lassssssciato le penne?!
- AH! È vero! Pensi che ti abbia fatto una maledizione?
- Può esssssssere sssssstato solo lui!"

Kerubim eraindispettito. Quello che gli era successo non aveva alcun senso. Il giorno prima si era elevato al rango di eroe temerario e vittorioso. E il giorno dopo stava vivendo una vera e propria Shukrute...

"Penssssssi che rimarrò cosssssì per ssssssempre...?
- Spero di no, perché fai veramente vomitare, Keke!
- Ma che iella!" si lamentò il piccolo Eca, abbandonandosi nell'erba, sopraffatto.

Più le ore passavano e più Kerubim assomigliava preciso identico a suo fratello Atcham. Bashi non osava nemmeno cercare di confortare l'amico, tanto questo era ripugnante. Nel giro di una notte, tutto ciò che l'Ecaflip aveva sempre temuto gli era piombato all'improvviso sulla punta del muso. Prima di tutto aveva perso la sua magnifica pelliccia, di cui andava così tanto fiero e che rendeva tutti gelosissimi. A cominciare da Atcham... Dopo tutto, assomigliare a quest'ultimo era uno dei suoi incubi peggiori. Ed ecco che Bashi, una delle persone che contavano di più per lui, aveva cominciato a rifiutarlo... Era veramente una sfortuna nera...

La rabbia cominciò a montargli dentro e all'improvviso si ritrovò a scaricarla contro il primo malcapitato: Bashi.

"Quessssssto è sssssssuccessssso ssssssolo per colpa tua! Sssssei sssssstato tu a convincermi!
- Stai scherzando? Sei uscito di testa? Eravamo convinti entrambi!
- Sssssse non fosssssssi venuto a parlarmene, non mi sssssarei mai convinto!
- Stai esagerando! Sai cosa puoi fartene delle tue Regole degli amici?"

Offeso, il piccolo squalo se ne andrò, lasciando l'amico da solo.

Kerubim non riusciva a capire. Cosa aveva fatto per meritarsi tutto questo? L'idea di vivere qualche giorno da recluso nelle profondità della foresta gli attraversò la mente. Avrebbe dato al sortilegio il tempo di svanire, no? Dopo tutto, a un certo punto avrebbe smesso di perdere il pelo! E se non fosse successo? Se la sua fantastica pelliccia non sarebbe mai più ricresciuta? Avrebbe dovuto vivere per sempre con questa inssssssopportabile zeppola? Avrebbe dovuto nascondersi per sempre nelle profondità della foresta?

La prospettiva di non vedere mai più tutte le persone che amava gli trafisse il cuore. Non riusciva a decidersi. Prendendo il coraggio a quattro mani, decise quindi di affrontare la realtà e di tornare al Tempio, per spiegare tutto quello che gli era successo ai preti e ai suoi compagni.

Il piccolo Eca si mise in cammino cercando di non farsi vedere da nessuno... Con il viso nascosto sotto un cappuccio di fortuna che si era creato con un vecchio cencio ripescato da un bidone della spazzatura, attirava l'attenzione. Ci si mettono pure le Momosche... Il giovane Ecaflip era schiacciato dal peso di tutti gli sguardi che si sentiva addosso. E si piangeva addosso per la sua sventurata sorte.

"È veramente troppo ingiussssto..."

A causa del cappuccio che riduceva il suo campo visivo e del fatto che era troppo assorto nei suoi pensieri, Kerubim si smarrì. Ormai stava per scendere la notte. Costretto a dormire di nuovo all'addiaccio, trovò un angolino con un po' d'erba abbastanza fitta dove potersi accoccolare. Sdraiato supino, Kerubim ammirava la volta celeste che gli offriva uno spettacolo davvero poetico: quello di un balletto di nuvole dalle forme talvolta inaspettate. Come quella di un Pappatutto a due teste o di un Gupin che andava con lo slittino (con un bel po' di immaginazione, bisogna ammetterlo). O ancora quell'altra, che assomigliava senza dubbio a un'Anigurep. Istintivamente, Keke si voltò verso l'amico Bashi per farglielo notare. La solitudine lo colpì di nuovo, questa volta in pieno cuore.  

"Mi mancano tutti moltisssssssimo..." singhiozzò.

Una folata di vento spazzò via sia le nuvole che il dispiacere di Kerubim. Ormai il cielo era di un nero intenso, esattamente del colore dell'ira che accecava il piccolo Eca.

"Pff... E sssssse una volta che arrivo al Tempio tutti mi ressssspingono, cossssssì come ha fatto Bashi?! È tutta colpa ssssssua! Sssssse non mi avessssse obbligato a dissssssssobbidire! Sssssse non mi avessssse obbligato a combattere contro il mosssssstro di Croc Nessssssss, avrei ancora tutti i miei peli! E a quessssssst'ora ssssssarei insssssssieme a tutti i miei amici...

  • CHIUDI LA BOCCA! Cosa sentono le mie orecchie?"

Kerubim sussultò. Attorno a lui, le tenebre della foresta e la notte, ormai fonda, erano una cosa sola. C'era solo il vento che accarezzava i rami degli Alberagni maestosi, che di tanto in tanto interrompevano il silenzio.

"Non è poi così carino dare la colpa agli altri! È vero, anche Bashi è in parte responsabile, così come lo sei tu, ragazzo mio...
- Chi va là? io... Io non vedo nesssssssuno!
-
Di fianco al Gupin, testa di rapa!"

Eccolo, lo vede. E finalmente... Vede anche ME. Delle nuvole si erano agglomerate per disegnare il mio (graziosissimo) viso.

"AH! Ecaflip!
- Il cumulonembi e peli! Vedo che i tuoi hanno tagliato la corda... Hai una vaga idea del perché sia successo?
- Sono sssssstato vittima di una terribile maledissssssssione!
"Eh? E secondo te perché?
- Beh... Ehm... Non ssssssaprei... Ansssssi, mi piacerebbe proprio sssssssaperlo!
- Basta chiedere. Osserva attentamente..."

L'apparizione venne spazzata via da un nuovo colpo di vento e subito dopo sostituita da quella di Kerubim. Quello vero, questa volta.

Stupefatto, il piccolo Eca comprese che si trattava del suo riflesso dell'attimo presente. Quando lui si muoveva, il riflesso faceva la stessa cosa. Passò la mano tra i suoi magnifici peli per assicurarsi che non si trattava di un sogno. No! I suoi cuscinetti affondarono nella preziosa e setosa lanugine. Ed ecco che anche lui ritrovò immediatamente il sorriso.
 

"Che cosa vedi?
- Vedo un Ecaflip che ha ritrovato tutti i suoi peli! OH! E che finalmente ha perso quelli che aveva sulla lingua!  
- Davvero? Io no.
- Eh?
- Io vedo un giovane allievo spericolato, se non addiritturapresuntuoso, che farebbe meglio a farsi qualche domanda...
- Non capisco...
- Ascoltami bene, mio caro Keke. Sono stato io a toglierti tutti i tuoi meravigliosi peli. E sono stato sempre io a darti quella strana zeppola. Ancora io, ho fatto nascere dentro di te questa paura di essere nuovamente rifiutato, abbandonato...
- Ma... Non è stato Rusty...?
- Sì e no. Diciamo che mi sono servito di lui per cercare di dissuadervi, a te e a Bashi, dal fare una grossa stupidaggine. Ma ovviamente non è servito a nulla..."
Kerubim era sbalordito. Non riusciva a comprendere.

"Dopo la prevenzione, sono dovuto passare alla repressione, mio caro Keke! Non mi hai lasciato altra scelta. Dovevo darti una bella lezione... Perciò, le tue paure peggiori te le ho messe sotto il muso!
- Per... Perché l'ha fatto? È una cosa troppo malvagia!
- Perché ieri sei stato tu a farmi vivere la mia, di paura peggiore! E sai qual è?
- Ehm... sentire l'odore di un Uginak bagnato?"

Kerubim scoppiò a ridere.

"Beh, diciamo che il senso dell'umorismo non ti manca... No, mio caro Keke. La mia paura peggiore è perderti..."

Kerubim non riuscì più ad aprire la bocca.

"Attaccando il mostro di Croc Ness, senza la benché minima esperienza, ti sei messo in grave pericolo. Non hai ascoltato gli avvertimenti di quelli più anziani di te. Hai sfidato il proibito. Hai dato prova di egoismo preferendo fare di testa tua, convinto di riuscirci! Sa cosa sarebbe potuto succedere se non fossi intervenuto?"

Kerubim scosse la testa, con un'aria mortificata.

"Ti saresti fatto sbranare vivo!"

Il piccolo Eca sobbalzò e si mise le zampe sulla bocca, orripilato.

"Ma quindi significa che è stato lei...
- Che sono stato io a deviare il tuo destino. Diciamo che... ho risolto il combattimento contro il mostro di Croc Ness a mio piacimento... Di solito gli dei non hanno il diritto di intervenire per andare in aiuto dei loro adepti. E il fatto che tu sia mio figlio, non cambia... Ma non avrei mai potuto permettere alla tua incoscienza di causare la tua rovina. Perché so, nel profondo dentro di me, che tu hai ancora un sacco di cose da portare a termine..."

Kerubim non sapeva più cosa dire. Fino a quel momento, non aveva capito la gravità delle sue azioni. Il pericolo che aveva corso e tutto ciò che implicava, gli era del tutto sfuggito. Quindi, all'improvviso, prese coscienza di tutto il dispiacere che aveva causato al suo dio e si sentì pervaso da un profondo sentimento di colpevolezza.

"Non riuscivo a immaginarmi cosa sarebbe stato non averti al mio fianco... Non riuscivo a immaginarmi cosa sarebbe stato il Mondo dei Dodici senza di te... Beh, mi era del tutto impossibile, Kerubim."

Con la gola chiusa e le vibrisse che tremavano, Keke non riusciva più a trattenere le lacrime che volevano sgorgargli dagli occhi.

"Ah, no! Questo no! Altrimenti piango anche io... E non me lo posso proprio permettere. Hai mai visto un dio piagnucolare, eh?"

Kerubim prese la sua coda folta e la usò per asciugarsi le lacrime che stavano in bilico sui suoi baffi.

"Ora sai cosa si prova a vivere con la cosa che si teme di più. Così forse rifletterai sulle conseguenze delle tue azioni... Hai il diritto di avercela con me, ma sono certo che questa esperienza ti abbia fatto crescere mio caro Keke. Detto questo, ricorda una cosa: io non ci sarò più per venirti in aiuto. Salvandoti la vita questa volta, mi sono giocato il jolly... Ora cammina! Torna da quelli che si sono fatti il sangue amaro per te... Ho chiesto a qualche fuoco d'artificio di indicarti la strada."

Con la coda tra le gambe, Kerubim mi girò le spalle e si allontanò. Io ovviamente avevo un nodo alla gola, sono sincero.

Mentre guardavo il mio Sciusciù che si addentrava nella notte, avevo voglia di fare solo una cosa: raggiungerlo e stringerlo forte a me per dirgli che andava tutto bene, che l'avevo perdonato e che di jolly me ne restano ancora migliaia: li potrei usare uno dopo l'altro, per salvarlo; sarei pronto a giocarmi la coda o gli artigli uno per uno, o ancora vendere Ecaflip City per lui. Ma confessargli una cosa del genere sarebbe ragionevole? Agirei veramente nel suo interesse?

Penserete sicuramente che sono un essere crudele... Tuttavia, ai miei oggi, quello che ho fatto, è probabilmente il più grande atto d'amore che ci sia. Ho provato a dissuadere la carne della mia carne affinché non si lanciasse in un'avventura troppo insidiosa. Ho cercato di proteggerlo dai pericoli del Mondo dei Dodici. E ha funzionato? Ah ah ah! Ritengo abbiate già la risposta a questa domanda...

Perché nel corso degli anni, Kerubim è riuscito anche a insegnarmi una bella lezione: non possiamo trattenere troppo chi amiamo... Evidentemente, questa disavventura non ha frenato gli ardori in fatto di correre dei rischi e di amare le sensazioni forti, ma gli avrà di certo permesso di capire una cosa: che gli voglio tantissimo bene, dal profondo del mio cuore...

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