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L'Eliosorcista

Di [Ankama]DOFUS - AMMINISTRATORE - 05 Luglio 2021 - 17:00:00
AnkaTracker News

Qualche anno fa, una parola spuntò dal nulla e invase il Mondo dei Dodici, suggerendo, per assonanza, che l'avrebbe trascinato insieme a sé fin nel luogo da cui lei stessa proveniva. "Eliocalisse", anche quando era pronunciata a voce bassa, risuonava come un tuono e causava, in alcuni dei dodicini che la sentivano, un malessere indescrivibile. Insieme a lei, emerse un nuovo genere di guaritori, di curatori dell'anima: gli Eliosorcisti. Erano in gran parte Anutrof e venivano visti dalla gran parte della gente come dei vili ciarlatani alla ricerca di qualche pollo da spennare. Ma se fossero stati davvero dei salvatori che semplicemente adoravano i kama?

Pandala.

Tra i tavolini all'aperto di una taverna molto frequentata, dove gli sguardi non si incontrano di sovente, una coppia sui sessant'anni composta da un'Aniripsa slanciata che non dimostrava per niente la sua età e un Pandawa brizzolato e rachitico, che invece sembrava pure più vecchio, aspettavano qualcuno, cercando di non dare nell'occhio dietro ai loro occhiali scuri. Un menestrello ravvivava l'atmosfera suonando un motivetto intrigante con delle campane tubolari.

"La cosa mi puzza, Didina... grugnì il vecchio Panda, gettando occhiate da una parte e dall'altra.

- Hai qualche altra idea, Cristobal? ribatté l'Aniripsa senza senza distogliere lo sguardo dall'angolo della strada.
- Non ha ancora fatto niente e già ci chiede il conto!
- Ci ha solo chiesto di pagargli il pranzo. È una persona di fede, che opera per il Bene. Non è che naviga nei kama...
- Nemmeno io, se è per questo, per tutti i Dodici!
- Non vantarti, per piacere! Ecco... arriva."


All'angolo della strada apparve un figuro incappucciato, armato di una pala che utilizzava a mo' di bastone da pellegrino. Attraversò senza rallentare, mentre i carri che andavano di fretta lo sfioravano da una parte e dall'altra. O era protetto da una specie di aura mistica ed era cosciente di ogni cosa, oppure non vedeva i pericoli che stava correndo a causa del cappuccio che gli copriva gli occhi. Continuò ad avanzare finché non giunse davanti a Didina e Cristobal. L'Aniripsa non poté fare a meno di ammirare il manico finemente scolpito della pala, su cui erano incastonate delle pietre preziose e una placchetta in argento, tra i più scintillanti che aveva mai visto. L'individuo sollevò il cappuccio svelando così un Anutrof calvo, dalle sopracciglia sporgenti e cespugliose. La pelle del suo viso era soda. Mentre Didina si apprestava a parlare, sollevò la mano per fermare un cameriere, che sembrò incantato da questo semplice gesto.
 

"Signorina? chiese.

- Sono un ragazzo.
- Non importa. Queste persone hanno già ordinato qualcosa?
- No, io...
- Shhh! Segnati: un quaquà laccato, dei moskito fritti, una tazza di wamen, un'altra di risopikan con salsa maim coon, un pasticciotto di brakmar e una pandapils. Non so se loro vogliono qualcosa...
- Una... un'insalata di germogli di bambù, ordinò Didina, poco convinta.
- Due..." sospirò Cristobal, imbarazzato.

Il cameriere si allontanò e il viso del vecchio dodicino si illuminò. Prese posto al tavolo della coppia.

"Io sono il nonnino Sido. Cosa posso fare per voi?"

Didina si rivolse al marito che annuì con una smorfia rassegnata. L'Aniripsa si tolse gli occhiali neri sotto i quali si nascondevano due occhi chiarissimi.
 

"Credo che abbiamo bisogno di un Eliosorcista.

- Lasci giudicare a me, signora, ribatté l'uomo di fede. Tuttavia, se questo dovesse veramente essere il caso, dedicherò anima e corpo alla mia missione divina. Può prendere il sale e il pepe sull'altro tavolo, per cortesia?
- Pergo... ehm... Ecco... Ci chiamiamo Didina e Cristobal Walastone e ci è stata assegnata la custodia della nostra meravigliosa nipotina Megan, ora che la madre è assente. È una giovane Aniripsa, dolce e seria, piena di attenzioni, che ci incanta per la sua gentilezza...
- ... e per gli ottimi voti che prende a scuola! Aggiunse Cristobal.
- Ripassa e fa i compiti da sola, ci prepara delle tisane curative...
- ... e tanti piatti deliziosi!
- Ma ultimamente...
- Sì, ultimamente... sottolineò con tristezza il vecchio Pandawa.
Qualcosa è cambiato..."


Il cameriere tornò con tutta la serie di piatti ordinati, che poggiò uno a uno sul tavolo, occupandolo completamente, finché non rimase nemmeno uno spazio vuoto. Il nonnino Sido si sfregò le mani.

"I vostri germogli di bambù, signora. Signore." Annunciò il ragazzo, poggiandogli le minuscole ciotole sulle ginocchia.

Con gli occhi lucidi e le labbra tremolanti, Cristobal si mise a paragonare la sua porzione con le delizie ostentate sul tavolo. Il nonnino Sido tirò fuori le sue bacchette personali dalla manica e andò all'attacco degli antipasti.

"Gnam... Mmm... Prosegua pure (slurp) signora Walastone...

- La nostra piccola Megan si comporta in maniera bizzarra da quando è tornata dall'Isola di Grobe. È andata laggiù a trovare la madre, che è a capo di un ufficio di studi Aniripsa specializzato in alghe e coralli. Mia figlia passa diversi mesi all'anno insieme ai suoi collaboratori del gruppo di ricerca, mentre il resto del tempo vive insieme a noi. Capita che Megan la vada a trovare durante i periodi in cui sta lontana più a lungo. Fino a oggi non c'era mai stato alcun problema...
- No, mai... confermò il Panda brizzolato.
- Dove si trova esattamente questo ufficio di studi?
- Mi sembra che sia su un atollo a nord-est dell'Isola di Grobe...
- Mmm..."


Il vecchio dodicino tirò fuori un taccuino e cominciò a scarabocchiare qualcosa mentre aspirava una lunga tagliatella piena di salsa.

"Mmm... Che significa che "Megan si comporta in maniera bizzarra"?

- Si è rasata una metà della testa...
- ... E si è tinta di nero l'altra metà, che si acconcia a mo' di cresta...
- Ha cominciato a fare body building...
- ... E si è fatta fare un tatuaggio davvero oltraggioso, con la scritta: "Abbasso la Milizia!".
- Mio dio... il nonnino Sido non riuscì a trattenersi.
- Sputa, rutta e scoreggia...
- ... E sostiene che noi non riusciamo a capire niente di lei e della sua arte...
- ... Disegna barche a vela in fiamme su torrenti di lava...
- ... fiori che si consumano...
- ... Simboli anarchici sulle pareti della sua stanza...
- ... E... E poi..., cercò di dire Cristobal trattenendo le lacrime... I lunicorni e gli arcobaleni dei suoi vecchi disegni sono stati tutti sbarrati e scarabocchiati!
- ... E sostituiti da creature demoniache dagli occhi rossi e dai sorrisi maligni, che si fanno strada in una nebbia scarlatta! La prego, nonnino Sido, lo implorò Didina: la salvi!"


Con la bocca piena, ma con l'aria concentrata, si mise ad annerire le pagine del suo taccuino.

"Gnarf... E quand'è che è tornata? Vi ha raccontato qualcosa di quello che è successo laggiù?

- Ci ha detto di aver assistito a una sorta di messa nera... cominciò Didina.
- Sciocchezze! La interruppe Cristobal.
- Dobbiamo dirgli tutto! Insistette l'Aniripsa. La nostra piccola Megan è curiosa. Ci ha detto di essere stata attirata da dei canti funebri... Dei lamenti. Stava facendo una passeggiata in un luogo strano, che non conosceva, e ha seguito le voci fino a una specie di tempio. I canti diventavano sempre più udibili, mentre una nebbiolina rossastra invadeva il posto... Aveva avuto l'impressione di precipitare dentro un sogno... Poi dei frammenti...
- Delle creature malvagie attorno a un avventuriero...
- Dei simboli sconosciuti...
- Delle urla...
- Uno sciamano...
- ... Che si chiamava Atsicrose...
- ... L'ha indicata con il dito!
- E lei è fuggita."


Il nonnino Sido divorò i suoi antipasti con la mano sinistra mentre, con la destra, annotava con vigore sul suo taccuino.

"Cosa vuole fare? osò chiedere Didina.

- Slurp! Mmm... Nei casi verificati di possessione, di sortilegio o di stato critico di autosuggestione che mettono in pericolo gli altri o l'individuo stesso, procedo con un intervento preciso e delicato che, fino a oggi, è sempre stato risolutivo.
- Ah sì? ribatté l'Aniripsa con gli occhi chiari e i capelli biondi.
- Certo!
- E in cosa consiste questo "intervento"? si interessò Cristobal.
- Sarebbe troppo complicato spiegarlo in dettaglio, perché si tratta di gesti meticolosi, di una precisione chirurgica, indecifrabili agli occhi dei neofiti, ma per dirlo in due parole, benedico la mia pala incantata e assesto un colpo al demonio.
- In che senso?
- Che lo colpisco con la mia pala incantata!
- Ma... questa creatura demoniaca si trova nel corpo di mia nipote... Si preoccupò Didina.
- Non sentirà nulla. Ovviamente al suo risveglio. Perché questa operazione, accompagnata da una serie di lodi, come quelle di una cerimonia rispettosa, la farà cadere in un sonno, come dire... riparatore.
- Ci sta prendendo in giro? Si chiese Cristobal a voce alta.
- Vi ho detto che era una cosa fin troppo "tecnica" per i profani. Ma in ogni caso, vostra nipote non avrà bisogno di un Eliosorcismo.
- Ah no?
- Non è né posseduta, né preda di un delirio psicotico. Almeno non abbastanza per giustificare di organizzare un'intera cerimonia di disincantamento.
- Oh... sospirò Cristobal, un po' deluso. Ma, intanto che c'è, pensa che un colpetto di pala le farebbe bene? Voglio dire... per non saper né leggere né scrivere? È diventata così ostinata!
- La causa non è un demone. Quanti anni ha vostra nipote?
- Sedici."


Pronunciando questa parola, la coppia si guardò e prese coscienza di quello che stava succedendo.

"Oh noooo...

- Non vi preoccupate... C'è passata anche mia nipote. È un processo che dura più o meno sei mesi. Ho anche un nipote a cui è durato per sette anni... Certo, il rituale a cui Megan ha assistito l'ha sicuramente sconvolta, ma non era lei la vittima. Avrà semplicemente risvegliato qualcosa in lei che l'ha spinta in uno stato di mutazione transitoria dal quale ne fuoriuscirà ben presto, ormai adulta.
- Spero che abbia ragione, nonnino. La ringrazio per la sua analisi...
- Si immagini! Grazie a voi per queste preziose informazioni. Avevo sentito parlare di questi rituali, ma fino a oggi non c'erano ancora delle testimonianze certe. Potrei parlare con vostra nipote per avere la sua versione dei fatti?
- Senza alcun dubbio! Assicurò Didina.
- Tenga comunque la pala a portata di mano, io non sono proprio sicuro della sua diagnosi...
- Cristobal!
- Cosa?!"


Mentre Didina dava una girata al marito e il nonnino Sido si stuzzicava i denti, all'anziano venivano in mente diverse domande. Questi demoni che stavano emergendo a nord-est di Grobe erano legati all'Eliocalisse? Erano una conseguenza del risveglio di Pandala? Poteva essere che, per cercare di evitare una catastrofe, i dodicini l'avevano invece scatenata? Il Mondo dei Dodici era condannato? Il cameriere si era dimenticato di portargli la salsa maim coon che aveva ordinato? In ogni caso, in quello stesso momento, il ragazzo mise sul tavolo appena sparecchiato tre fortunscottowa.

"Offerti dalla casa!"

Il nonnino Sido non riusciva a resistere ai dolci alla fine di un pasto. Assaporando il biscotto, srotolò il messaggio provvidenziale che nascondeva al suo interno:
 

Conosci già la risposta alla tua domanda.

A meno che tu non sia uno Yop. Nel qual caso, la risposta è: "No, perché potresti morire".


 

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