FR EN DE ES IT PT
Naviga nei forum 
Tracker Ankama

Sogno di una notte di septembel

Di [Ankama]DOFUS - AMMINISTRATORE - 23 Settembre 2019 - 15:00:00
AnkaTracker News

Eravate sulle tracce del Dofus Vulbis quando, durante un rude combattimento ingaggiato contro le forze oscure insieme alla vostra gilda, un Wabbit Bianco attirò la vostra attenzione. In effetti, indossava un gilet blu! La cosa più strana, però, era la sua espressione preoccupata. Tirò fuori una bussola dalla tasca, la orientò verso un cespuglio, poi scomparve tra la vegetazione...

La vostra testa si fece spazio tra le foglie. Del Wabbit neanche l'ombra, ma scorgeste una tana. Pensavate semplicemente di aver perso le tracce dell'animale, quando accadde l'impossibile: vi stavate ineluttabilmente facendo attirare dentro al buco. Non avreste mai immaginato di riuscire a passare da un'apertura così piccola! Dopo pochi istanti i vostri stivali furono l'unica cosa rimasta fuori dalla tana. Dopo un ultimo movimento frenetico, eccovi scomparsi completamente nelle profondità...

Un grido... il vostro. Una sensazione... quella di cadere da un palazzo di venti piani.

Ed eccovi, tranquillamente seduti a un tavolo quadrato, in un giardino, in ottima compagnia, ad assistere a una partita a scacchi! Alla vostra sinistra un secolare patriarca dai lunghi capelli bianchi, talmente basso che i suoi piedi non toccavano nemmeno terra, era intento a versare un liquido ambrato e fumante in un bicchiere di legno. L'eterno sorriso gli corrugava completamente la pelle del viso, talmente tanto che sembrava avere gli occhi sempre chiusi dietro le spesse lenti degli occhiali. Si trattava del mago Ax.

"Un po' di tè, messer Draconiros?"

Alla vostra destra un avventuriero enorme, dalla pelle diafana e dai lunghi capelli corvini, era concentrato sulla sua mossa seguente... il suo torso era nudo e il resto del corpo era avvolto in un tessuto nero.

"Ma certo, amico mio, grazie..." rispose Draconiros, con voce profonda e tenebrosa.

L'anziano servì il tè a Draconiros e posò la teiera di fianco a sé.

"Desideri comunicarmi qualcosa, mio caro mago Ax?

  • "In effetti..." sussurrò l'oracolo.

Nel frattempo, l'uomo oscuro spostò il suo alfiere da una casella nera a un'altra, seguendo una diagonale. In un batter d'occhio, il pezzo degli scacchi di Draconiros venne sostituito da una statuetta del Dark Vlad sulla sua cavalcatura. Le caselle della scacchiera scomparvero e lasciarono spazio a un paesaggio verdeggiante e bucolico. Tutti i pezzi degli scacchi vennero sostituiti da emblematiche statuette degli eroi del Krosmoz! In quel momento il dubbio di star cominciando ad avere vere e proprie allucinazioni cominciò a farsi più serio.

"Faccio spesso un sogno strano, estremamente vivido...", cominciò a spiegare il mago.

Draconiros avvicinò alle labbra la tazza di tè per berne un sorso.

"... sogno un me stesso sconosciuto, che amo e che odio allo stesso tempo, e che, ogni volta, non è mai veramente uguale. Ma non è nemmeno diverso..."

Cercando di dare un senso alle parole confuse del mago Ax, vi stavate chiedendo cosa poteva esserci nel tè dei vostri ospiti... quando la vostra attenzione venne attirata da un giovanotto incappucciato che passava dietro di voi. Trasportava con fatica un secchio d'acqua, che svuotò poco lontano in un ruscello che delimitava la proprietà in cui vi trovavate. Il giardino in cui vi eravate, insieme al mago Ax e a Draconiros, era quello di una capanna rustica, in campagna, circondata da una barricata in legno che formava un quadrato. Il "cappuccetto blu" continuava a fare avanti e indietro con il suo secchio tra la capanna e il ruscello che costeggiava la palizzata. Ma la cosa più strana era che portava l'acqua dalla casetta al corso d'acqua e non viceversa... Era impossibile scorgerne il viso, a malapena si poteva intravedere un naso fine e pronunciato che faceva capolino dal cappuccio.

"Mi dice la verità e mi mente", continuò il mago Ax. "Mi mente, eppure lo capisco."

Proprio il quel momento notaste che Draconiros, che stava annuendo, indossava un cappello a cilindro... se l'era messo mentre voi guardavate altrove oppure l'aveva sempre indossato? Di fronte a lui, al mago Ax erano improvvisamente comparse due grandi orecchie da Wabbit, che facevano a pugni con la sua espressione seria. Una voglia matta di ridergli in faccia si impadronì di voi, ma qualsiasi gesto, anche il benché minimo movimenti, vi risultò di una difficoltà estenuante. Eravate obbligati a rimanere a guardare. Nel frattempo, il mago Ax continuò a descrivere il suo sogno:

"Il suo cuore mi sembra così trasparente... ma purtroppo appare così solo a me! Ed è questo il problema! Solo a me..."

Dietro di lui non c'era più il cappuccetto blu dal naso appuntito che trasportava il secchio d'acqua, ma c'era una scopa con tanto di braccia. Ormai più niente poteva sorprendervi...

Vi stavate abituando a quel posto.

Il mago Ax si osservò le mani.

"Ho le mani sudate. Sto impallidendo."

I colori vivaci ed estivi del paesaggio persero la loro luminosità e vennero improvvisamente smorzati dall'arrivo di grosse nuvole. Decine e decine di scope provviste di secchi d'acqua sfilavano in marcia. Il ruscello cominciò a tracimare. Draconiros sollevò i piedi per non bagnarseli, dandovi l'esempio, mentre il mago Ax non dovette nemmeno spostarsi di un millimetro.

"Lo sappiamo solo noi, lui sorride e io piango", continuò a spiegare l'anziano.

Nel frattempo, l'acqua continuava pericolosamente a salire. Ormai si vedevano solo le punte dei manici di scopa che attraversavano quello che era diventato un maremoto. In lontananza, un esserino dalle grandi ali volò via. Sicuramente era il cappuccetto blu.

"È Anutrof, Xelor o Feca? Non lo so. Il suo nome? Ricordo che è delicato e sonoro, come altri che gli somigliano ma che che la vita ha esiliato."

Ormai, per farsi capire, il mago Ax dovette mettersi urlare. La prateria era completamente sommersa. Solo si vedeva il camino della capanna. Voi tre galleggiavate sulle sedie, immobili nonostante le onde scatenate e i lampi che trafiggevano il cielo. Su una montagna lontana, che fino a quel momento non avevate notato, un'ombra gigantesca alzò le braccia al cielo. Sembrava stesse singhiozzando e urlando per la tristezza.

In un lampo, tutto tornò calmo, con un'atmosfera bucolica. I due erano tornati al tavolo per terminare la partita a scacchi.

"Il suo sguardo assomiglia a quello delle antiche statue di Astrub. La sua voce, lontana, calma e grave, risuona... come quelle voci del passato, ormai azzittite."

Ci fu un breve silenzio. Il Wabbit Bianco passò dietro al mago Ax, controllò la bussola e si allontanò. Per quanto poteste provare, era impossibile per voi alzarvi in piedi, avevate l'impressione di pesare almeno mille kilopods.

Un'improvvisa voglia di spezzare le catene, di urlare che il posto, i discorsi, le visioni... nulla di tutto ciò aveva un senso, si impadronì di voi. Ma non eravate altro che spettatori, invitati. Draconiros sorrise. Il mago gli servì ancora del tè. L'uomo tenebroso fece un grande respiro prima di rispondergli:

"Mago... io e te siamo fatto della materia dei sogni."

Sollevò la tazza, come per ringraziarlo, poi fece un segno verso la scacchiera, per ricordare al mago Ax che doveva fare la sua mossa.

"Eppure... siamo diversi", continuò Draconiros.

Il mago Ax spostò il cavallo, passando sopra all'alfiere di Draconiros, per andare a minacciarne il re.

"Scacco!" esclamò il mago.

Draconiros non batté ciglio e riprese il discorso:

"Per me, sogno e realtà sono due facce della stessa medaglia. Indissolubili. Voi dodicini cercate sempre di interpretarli. Di dar loro un senso che potrebbe entrare in risonanza con la vostra realtà. Se posso darti un consiglio... non analizzarli troppo a lungo, non perderti al loro interno, o comincerai a somigliare sempre di più alla tua ombra."

  • "Hai ragione... Siamo diversi. Non potrei credere ciecamente ai sogni, perché sono intrisi di menzogne.", gli rispose il mago Ax.

Draconiros appoggiò l'indice sul suo alfiere, lo fece avanzare in diagonale e si impadronì di un pedone bianco per minacciare il re del mago.

"Scacco!" dichiarò a sua volta Draconiros prima di proseguire. "Ho imparato che i sogni sono in grado di mostrare belle cose a chi riesce a vedere con gli occhi chiusi."

La scacchiera sembrò fondersi con il tavolo. Il mago Ax sorrise:

"Sembra proprio che oggi non ci troveremo d'accordo. Sarebbe meglio continuare questa conversazione un'altra volta. Il futuro è un luogo comodo dove mettere i sogni."

Draconiros annuì. Poi si voltò improvvisamente, spaventandovi:

"Devi fare attenzione, avventuriero. È raro che i miei sogni siano così tranquilli."

In un lampo vi trovaste legati alla sedia, senza ossigeno per respirare, immersi in un mare di acqua scura e salata. Inesorabilmente calando a picco, in profondità. Le vostre urla erano soffocate e sempre meno percepibili. L'oscurità vi circondò, vi inghiottì. Le palpebre diventarono pesanti e si chiusero...

*****

Apriste gli occhi, svegliandovi di soprassalto. Il vostro viso era sprofondato nel terreno, mentre dalla bocca vi colava un rivolo di saliva. Davanti a voi c'era il cespuglio in cui ilWabbit Bianco era scomparso. Molto probabilmente vi eravate addormentati. Un sorriso si disegnò sul vostro viso: la situazione era così surreale che poteva trattarsi solo di un sogno! Come avevate fatto a non capirlo subito? Vi rialzaste in piedi, spolverandovi i vestiti... e proprio in quel momento sentiste qualcosa di pesante nella tasca di pantaloni. Infilaste la mano e rimaneste di stucco. Da quel momento vi sarebbe stato impossibile perdervi...

Nella tasca c'era una bussola.

Il Maestro dei Sogni vi dà appuntamento alla fine di ottobre con una nuova missione di gioco. Fino ad allora... cercate di dormire sonni tranquilli!

Reazioni 2
Punteggio : 400

Bellissimo racconto!
È molto assurdo ed onirico!(in senso buono)

0 0
Punteggio : 400

P.s. Inoltre ho apprezzato molto le citazioni ad alice nel paese delle meraviglie!

0 0
Rispondi a questa discussione