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Era la prima volta per Fux Mulstero e Nada Scullytro. Non si erano mai avvicinati così tanto allo strano. Non erano mai stati invischiati a quel punto in un caso. Era come se i ruoli fossero stati invertiti: il caso li aveva osservati, studiati, prima di includerli progressivamente nella sua trama. Divorati. Digeriti. E, per quanto riguardava l'agente Mulstero... anche sputati!

Centro Aniripsa di Astrub
Ore 11:27

Le palpebre di Fux batterono furtivamente sotto alle sue bende. Stranamente, quelle bende non erano lì in conseguenza di ferite reali, come nel caso di un ciclo di cure di quel tipo, ma erano lì in anticipazione di eventuali ferite. Gli Xelor, infatti, portavano delle bende per premunirsi da eventuali lesioni che le loro piccole trasgressioni temporali potevano infliggere. L'agente Mulstero non era però stato preparato né a quel viaggio, né a quel trattamento! Aveva l'impressione di essere uscito da una macina per semi... o dallo stomaco del Kralamore Gigante!

"Buongiorno, signor Mulstero. Sono contenta che sia tornato fra di noi."

La voce, morbida e calorosa, veniva da una silhouette femminile, quasi felina. La visione di Fux si mise a fuoco e scoprì una giovane Aniripsa dai capelli biondi vestita di bianco dalle scarpe fino alle orecchie da Maomao del suo cerchietto.

"Ci siamo già incontrati?" esitò Fux.

"Sì, ci siamo già incontrati. Era un altro contesto, ma ora è fuori pericolo." lo rassicurò Odile Bile.
"Mi sento uno straccio..." sospirò lo Xelor.
"È normale, dopo quel che ha vissuto... ad ogni modo, ha delle visite! Qualcuno ha atteso pazientemente il suo risveglio..."

Immediatamente, un sorriso si disegnò sulle labbra secche dell'agente Mulstero:

"Ti sono mancato così tanto?" chiese con sicurezza, senza però riuscire ad alzarsi.

"È mancato a tutta l'agenzia, agente Mulstero."

I suoi occhi si spalancarono di scatto. Non era la voce di Nada, ma quella di Retlaw Renniks! Fux cercò di alzarsi, ma fece una smorfia.

"Non è il caso", gli disse il suo superiore alzandosi dalla poltrona per avanzare verso il letto.

"Dove... dov'è Nada?"
"L'agente Scullytro è sul terreno. Abbiamo una nuova pista."
"Ah..." rispose Fux, con una leggera delusione nella voce.
"Non si faccia problemi a dirmi se è troppo difficile per lei, ma vorrei che mi raccontasse tutto quello che le è accaduto, agente Mulstero...
"Proverò..." brontolò quando l'Aniripsa inclinò il letto per farlo stare in posizione semi-seduta, ma la ringraziò lo stesso.
"Tornerò più tardi per darle la medicina." lo avvertì la radiosa Odile prima di uscire dalla stanza.

Scese il silenzio.

"Da dove vuole che cominci?"

"Dall'inizio..."
"Tutto era nero... Ho visto una luce. L'ho seguita. Un'Aniripsa mi ha acchiappato e fatto uscire di là. Ero nudo. Avevo freddo, ero fradicio... mi ha girato, mi ha dato una patta sul culo e mi sono messo a piangere, solo allora mi ha messo fra le braccia di mia madre. Avevo fame... era proprio il posto giusto!"
"La smetta di fare il furbo, Mulstero!" si spazientì Renniks. Mi racconti del suo rapimento!

 

*****

"Mi ricordo di un ronzio.

Poi di quella sensazione di cadere che talvolta ci sveglia, capisce? In quel momento mi sono reso conto che stavo levitando attraverso la stanza, a casa di Scullytro. C'era quella cosa, quella macchina volante: la Proto-Noxina. Il bravo Luca Carlorelli ci aveva avvisati anche quella volta... avevo l'impressione che quell'insetto meccanico mi stesse ispezionando e che obbedisse agli ordini di quello... Xelor."

"Noximilian?"

"Sì... l'Orologiaio. Quel che mi ha stupito, è che sembrava avesse ancora più domande di me. Sapeva che io e Scullytro stavamo indagando sulle anomalie temporali - a proposito, non sapeva di cosa si trattasse fino a quel punto, noi l'abbiamo messo sulla buona pista - e ci osservava, dall'altra parte dello Zaap, per... capire che cos'era. Quello che lui e tutti gli altri erano.

Quando l'ho raggiunto attraversando quello strano specchio, è diventato meno nitido.

Mi ricordo di essere rimasto sdraiato. Talvolta era solo, talvolta era accompagnato... da invitati. Ho udito l'orribile risata di Leoritto, sentito l'odore di melma di Agonia, sfiorato il mantello di Julith. Ho solo frammenti di conversazione e quella abominevole sensazione di essere esaminato, spiato nel sonno. Alcuni dicevano: "Non sa nulla! Uccidiamolo!" mentre altri mi difendevano: "Non toccatelo! Cerchiamo di saperne di più, altrimenti... lasciamolo andare!" Riuscivo a identificare le voci. Mi sembravano quasi familiari. Tranne una."

"La voce di qualcuno che non abbiamo ancora recensito?"

"Sì... non si avvicinava. Mi dava le spalle. Aveva una stazza impressionante. Le sue piume oscure gli davano un'ombra sinistra. Ma il peggio era la sua voce. Cavernosa... d'oltre-tomba... sembrava provenire dal luogo più oscuro che possa esistere, perfino più oscuro del posteriore di un Toro in una notte senza luna..."

"Può risparmiarsi la poesia, Mulstero... nient'altro?"

"Sì! Ripeteva senza sosta una frase, ma non riusciva mai a terminarla... gli altri lo interrompevano sempre. Credo che li stesse facendo innervosire tutti. Era qualcosa del genere:

"Temete il fuoco delle tenebre! Temete il vostro peggior incubo! Tremate davanti alla potenza del..."

"Del?"

"Non lo so più. Però credo che sia riuscito ad arrivare fino in fondo, una volta. Uhm... era qualcosa tipo "Tremate davanti alla potenza del... Piumato Tenebroso!"... forse..."

"Grazioso... ma cosa volevano, alla fine, da lei?"

"Ho l'impressione che aspettassero delle risposte da parte mia... come se fossero amnesici che avevano scordato una parte della loro vita... scordato cosa li aveva portati là. Non avevo l'impressione di essere in compagnia del vero Campione dell'Aurora Purpurea, dell'autentico Percimol né tanto meno della prosperosa Dathura. Per tutto il tempo ho avuto l'impressione... di essere davanti a dei riflessi... delle pallide copie."

"Il che non ci fa progredire molto..."

"Fuori dalle loro epoche, esclusi dalla realtà, intrappolati dall'altro lato dello Zaap. Ora mi sembra chiaro, limpido. In un certo modo... loro sono delle anomalie. Delle anomalie temporali."

"Il suo senso della metafora, anche quando non è salace, non ci fa avanzare, Mulstero..."

"È stato lui a farmi finire negli ingranaggi dell'Orologio di Xelor."

"Chi?"

"Il Piumato Tenebroso! A un momento sembrava che fossero stati sorpresi da una più grande autorità... un essere che era superiore a loro o, per lo meno, abbastanza impressionante per spaventarli. Quello là non sapeva della mia presenza e hanno cercato di nasconderglielo. Sembravano dei bambini presi con le mani nel sacco. Quel cuervoc oscuro ha avuto l'idea... sembra che avessero accesso a un'altra breccia: dava direttamente sul pendolo del Dio del Tempo. Mi ci hanno lanciato nella precipitazione, come un vecchio Quaquà di gomma, e per un momento ho creduto che ci sarei rimasto. Faceva caldo e umido. Si sentivano tic tac incessanti. Dei gong. La campana... E quelle larve demoniache!"

"Si calmi, Mulstero. Ha di nuovo la febbre e qualcosa mi dice che non abbiamo ancora finito con questa storia... si riposi ora, tornerò più tardi."

*****

"Mulstero? Sono io..."

Le sue palpebre si aprirono a fatica. Poi fu il turno delle sue labbra.

"Scullytro?"

"Sì."

L'Etram dai capelli rossi era chinata su di lui. Quella visione gli restituì subito una scarica di energia. Il suo gesto però, fece di più: lei gli diede un pizzicotto su un braccio e girò le dita! Fux si alzò gridando di dolore.

"Così imparerai a lasciarmi lì, fannullone!" brontolò l'agente Scullytro. "E ora, in piedi! Non penserai di riposarti mentre io conduco la nostra indagine da sola! Qui, guarda qua!"

Gli diede un grosso foglio piegato in due. Lo aprì, prima di impallidire sotto alle sue bende.

"Ma... è lui!" disse immediatamente.

"Chi?"
"Poi ti racconto..."

Sulla pagina, strappata da un giornale, figurava quel cuervoc oscuro che l'aveva buttato via! L'articolo era intitolato: "Una gilda di avventurieri dà fastidio al Corvo Nero!"

"Ah, il Corvo Nero, ecco come si chiama!!!"

"Hai visto la data, Mulstero?" chiese l'agente Scullytro.

Lui percorse tutta la pagina fino a trovare quel che cercava. Dopo la sorpresa, venne il sorriso. L'articolo aveva la data del 14 gevian... 981!

"L'abbiamo trovato inchiodato allo Zaap del Villaggio Sepolto..."

"A Frigost???"
"Già", rispose lei lanciandogli in faccia un mantello dal cappuccio imbottito. "Andiamo! Così faremo abbassare la tua temperatura..."
"Noooo, non Frigoooost…", gemette lo Xelor che tornò sotto la sua coperta.

Continua...

E voi, avete già affrontato il Corvo Nero?

Raccontateci la vostra avventura nei commenti!

 

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