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Nell'orecchio mi risuonò un ronzio che mi fece vibrare tutta lascatola cranica. Alla mancanza di sonno e ai vari bicchieri del giorno prima, si aggiungeva la confusione. Per due giorni, non avevo trovato nessuna pista, nemmeno il minimo indizio: un fiasco totale. E poi invece... in pochissime ore, mi ritrovavo ossessionato da tre sospettati ...

Avevo la testa che mi girava, così decisi di sedermi sulla poltrona stile rokrokrò di Féline. Lo specchio della toeletta mi rimandò l'immagine di un tipo allo stremo, con gli occhi cerchiati, di umore nero e dalla capigliatura trascurata. Per poco non indietreggiai. Dieci anni in faccia in due giorni. I danni dell'amore...

Mi strofinavo gli occhi cercando di riordinare le idee.

"Féline... aiutami... basterebbe un segno..."

Avevo tre piste. Una guardia grande e grossa come un Croccaroc che si sarebbe invaghita di una star inarrivabile. Una cantante mossa da una gelosia divorante. E un marito, umiliato, pieno di vergogna... e in preda a un irrefrenabile desiderio di vendetta.

Decisi di andare a fare un giro al bar. Per placare la mia sete di curiosità, tra l'altro... lasciando il mio Molosso solo con il suo dolore, andai al piano inferiore. Atmosfera ovattata. Nell'aria aleggiava un odore di sigaro. Al centro, si veniva accolti a braccia aperte da un bar massiccio, con dietro una schiera di bottiglie di qualsiasi tipo, ognuna con un nome che faceva venire sete come se si fosse appena tornati dal Micosahara. La voglia di una Gnôle de Grobe stava salendo in me tanto da farmi tremare le vibrisse. Appollaiato su uno degli alti sgabelli dalla seduta di velluto color smeraldo, esaminavo il bancone di marmo alla ricerca di un indizio risolutivo. Un tintinnio di contenitori che sbattevano mi fece sollevare la testa. Davanti a me, un tipo tutto dinoccolato teneva tra le braccia una decina abbondante di bottiglie, come un equilibrista della Fiera del Trool.

"Oh! Mi scusi, signor ispettore! Non l'avevo vista... ero assorto nei miei pensieri."
"Nessun problema. Ma... il bar è aperto?
"Ah no, no! Sono qui solo per l'inventario. Il lavoro continua. È qui per Féline? Quello che è successo è davvero triste..."
"È proprio questo il problema... vorrei proprio sapere cos'è successo... lei l'ha vista, la sera della sua scomparsa?"
"Se l'ho vista? Altro che! Era seduta, proprio lì. Al suo stesso posto!"

Il timore di compromettere un eventuale indizio mi fece subito alzare dallo sgabello. 

"Che cosa stava facendo qui?"

Il cameriere mi fece un sorrisino, pieno di malizia, un po' beffardo.

"Di certo, non era venuta a guardare il bancone. Come tutti, signor ispettore. Veniva a dissetarsi. Insomma, capisce cosa voglio dire..."

Buona questa. Effettivamente, che domanda...

"Era sola?"
"No, era accompagnata da un tipo, piuttosto vecchio, trascinava una gamba, testa pelata."

Rayné...

"E saprebbe dirmi che ora era?"
"Direi... intorno alle 20:30."

Poco prima della scomparsa di Féline. Strano...

"È riuscito a sentire di cosa parlavano?"
"Sentire, sì. Ascoltare, direi proprio di no... sa, noi camerieri siamo in prima fila. Tra litigi d'amore, discorsi di ubriaconi e star cadute nell'oblio, ogni tanto è meglio tapparsi le orecchie. Per la propria salute mentale, capisce? La gente non dice cose molto furbe quando alza un po' troppo il gomito..."
"Non lo dica a me... come le sono sembrati?"
"Quello che posso dirle è che tra di loro, nonostante la differenza d'età, c'era di certo qualcosa. Però, ora che mi ci fa pensare, direi che l'atmosfera era un po' tesa... a un certo punto, il vecchio ha detto: "Lascialo perdere, non è del tuo ambiente" o qualcosa del genere. Ha afferrato Féline per il braccio, ma lei si è liberata e si è diretta verso il corridoio, proprio quello lì. Lei ha cercato di rispondergli qualcosa, ma la poveretta non aveva più voce! Che sfortuna, proprio appena prima di un concerto. Senta, per ora..."
"Non aveva più la voce?"
"Sì, mi ricordo che il vecchio le ha rinfacciato di essere uscita tardi la sera prima, le ha persino detto che se l'era cercata. Veda lei che atmosfera... "

I miei timori sul fatto che Rayné scoprisse il nostro segreto erano fondati.

Tuttavia, non era responsabile della scomparsa di Féline. Non più di 85 o di Fabia.

"Mi dica, mi potrebbe servire un bicchierino di Gluto Rum? Credo di aver qualcosa da festeggiare."

Il tipo mi riguardò in modo strano, fece spallucce ed eseguì.

"Ghiaccio?"

Gli fece segno di no con la mano, bevvi un sorso e assaporai la sensazione del liquido che scendeva e riscaldava la gola.

"Lo metta sul mio conto."

Poi mi diressi verso il corridoio dove il cameriere aveva visto andare Féline. Quando dicevo che conoscevo le sue abitudini a memoria, nella sua massima intimità... intendevo dire TUTTE le sue abitudini. Tra il suo rituale dello zucchero e l'ingresso sul palco, c'era un'altra cosa che la mia piccola starlette faceva. Immancabilmente. Qualcosa che le assicurava di poter stare ore sul palco perfettamente a suo agio. Il bicchiere di succo di Fun Fung vuoto per tre quarti ritrovato nel suo camerino e le bevute in compagnia di Rayné ne erano tra l'altro sia la causa che la prova. Me la presi con calma, per approfittare del momento. Assaporare l'istante...

Imboccai quel corridoio scuro con il cuore leggero e voglia di ridere. Tutti quegli anni a prendermi in giro. Tutti quegli anni a giocare al Maomao e allo Scuiscuit, a sbattermi sul muso che non ero abbastanza per lei, ma che ero abbastanza per divertirsi. Aaah, Féline... stavolta, era il mio momento di gloria. Era arrivato.

SLAAAM!

Un calcione alla porta. Quella su cui si vedeva incisa una sagoma intenzionalmente comica di una dodicina che si teneva le parti basse, con le cosce strette come per trattenere un bisogno impellente. Ripensandoci, somigliava a Féline... buffo.

Non saprei dire che cosa mi ha fatto gongolare di più. Se trovare la mia starlette lì, seduta sulla tazza, con una maniglia della porta in una mano, un fazzoletto nero di mascara nell'altra, che mi guardava con occhi da Kralamore lesso assistendo al crollo vertiginoso di tutta la sua dignità, ridotta in briciole sul pavimento sporco dei bagni pubblici. Se il fatto di essere il suo benefattore, davvero un duro colpo per il suo ego. O il fatto di sapere che aveva trascorso tre giorni lì, a tentare dichiamare aiuto. Invano, con la voce rauca per i vocalizzi e per il nostro ultimo incontro notturno...

La mia Féline aveva forse perso la lingua, ma potevo vedere i suoi artigli uscire dai cuscinetti. Leggeva nei miei pensieri e sapeva perfettamente che averla ritrovata non era l'unico motivo di quel sorrisino sul mio volto... mi lanciò quello sguardo che conoscevo a memoria, pronta a saltarmi addosso.

Le porsi la mia tazza di succo di Fun Fung.

"Ne vuoi un po'? Sembra che ammorbidisca la laringe."