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"Si chiama Ogrest. Gli ho fatto diversi ritratti e anche una statuetta", annunciò l'Etram. Mise il tutto davanti alla donna che restava in penombra. "E?" replicò quest'ultima, seccamente... Come questa storia conduce alle origini della creazione del pack Ogrest, da oggi sull'Ankama Shop?!

Un ramo secco si ruppe sotto al suo piede. Errore imperdonabile per un Etram! Eroz Eroset si fermò bruscamente. Nella radura, il piccolo esserino verde aveva improvvisamente smesso di giocare e guardava in direzione del fogliame spesso, il volto sollevato, e sembrava annusare l'aria. L'Etram trattenne il respiro. Solleticato da una farfalla che si era posata sul suo naso, il bambino cominciò a ridere. Poi, cambiando bruscamente d'umore, come tutti i bambini, si allungò sull'erba e si addormentò.

Eroset arretrò silenziosamente sotto gli alberi, poi tirò fuori dalla bisaccia un foglio e una matita e cominciò nuovamente a disegnare un ritratto di quella strana creatura.

"Dai, l'ultimo", si convinse. Da qualche giorno ormai si nascondeva sull'Isola di Otomai, e ogni ora supplementare aumentava il rischio di essere scoperto e di fallire la sua missione. Lo spettro del fallimento era insopportabile per Eroz Eroset, la cui reputazione di migliore spia era indiscutibile.

Ed era proprio la sua reputazione che aveva fatto in modo che quella donna misteriosa lo contattasse...

***

"Puoi toglierti la benda, Eroset."

Solo la voce, per quanto un po' rauca, permise all'Etram di indovinare che si trattava di una donna. Il viso accuratamente nascosto dal cappuccio di un grande mantello che ne avvolgeva il corpo senza rivelarne le forme, congedò con un gesto i due Yop che avevano condotto fino a lei il suo ospite bendato, attraverso le stradine di Bonta.

"Chi sei? Come mi hai trovato?" chiese l'Etram, diviso fra la curiosità un impercettibile senso di inquietudine: la stanza era oscura, appena illuminata da una candela la cui fiamma proiettava sui muri delle ombre incerte. La sua interlocutrice era seduta in un angolo, dietro una scrivania coperta di libri e documenti.

"Chi sono non ha importanza. Per quanto ti riguarda, che non conosce il famoso agente Eros Eroset?" continuò la donna con voce ironica, accarezzando dolcemente il Maomao Angora bianco che era accovacciato sulle sue ginocchia.

"Mi hanno detto che hai una missione per me. Di che si tratta?"

"Di sicuro hai sentito parlare di un alchimista di nome Otomai. Vive su un'isola lontana, e accedervi è difficile. È un uomo diffidente e poco comunicativo. Vogliamo sapere cosa trama, cos'ha in mente. La tua missione, se la accetti, consiste nell'introdurti sull'isola e scoprire tutto quello che puoi su di lui. Ovviamente, se ti fai scoprire, negheremo di aver avuto qualsiasi contatto con te."

"Mmmmm... D'accordo! Dimmi, chi si nasconde dietro a quel "noi"?

"Vai senza più attendere!" tagliò corto lei, in un tono che non ammetteva replica. Le tue condizioni saranno le nostre. I miei uomini ti condurranno fuori."

Uno schiocco di dita più tardi, i due Yop erano nella stanza e rimettevano la benda al suo posto.

"Un'ultima cosa, Eroset..."

"Sì?"

"Non deluderci!". Per quanto implicita, la minaccia era reale. Per Eroset, fallire non era un'opzione.

***

Eroset non aveva scoperto molto sulle intenzioni di Otomai. Una perquisizione rapida e discreta, durante una passeggiata dell'alchimista, non aveva svelato nulla. Che poi, cosa stava cercando? La sua mandante era ben gentile - per modo di dire - ma le sue istruzioni erano piuttosto limitate. Aveva scarabocchiato rapidamente qualche disegno - tutti magnifici, tra l'altro - che rappresentava dei personaggi che per lui erano perfetti sconosciuti.

In compenso, quel piccolo esserino verde che subito aveva scambiato per un bimbo senza interesse, l'aveva terribilmente intrigato! Madame Cosa ne sarebbe di sicuro stata interessata... ma quello che aveva visto era così incredibile che gli servivano delle prove, o almeno qualcosa di tangibile da mostrare. Aveva, quindi, deciso di fare un ritratto del ragazzino che, aveva scoperto, rispondeva al nome di Ogrest.

Dopo aver terminato il suo ultimo disegno, Eroset tornò discretamente nella foresta ed entrò nella grotta in cui viveva da qualche giorno e nella quale aveva nascosto la sua imbarcazione.  Doveva aspettare fino a notte. Preso da un'improvvisa ispirazione, prese un pugno di terra e, controllando i suoi disegni, si mise a confezionare una specie di statuetta rappresentante Ogrest.

***

La stanza era sempre poco accogliente e la sua interlocutrice sempre poco gioviale.

"E?", ripeté seccamente mentre lui le mostrava ritratti e statuetta. "Stai pensando di convertirti a una carriera artistica? Non è per quella che ti ho pagato!"

"Calmati. Questa creaturina ha un potere strano: sa distinguerei veri Dofus dai falsi! Gliel'ho visto fare coi miei occhi! E c'è di più: l'ho vista entrare in contatto con il Dofus Ocra che Otomai possiede e... è incredibile! Ti giuro che il ragazzino è leggermente cresciuto e si è irrobustito! La sua mandibola si è anche deformata un po'. Guarda questo disegno: ho immaginato a cosa potrebbe somigliare se il fenomeno si ripetesse."

"Interessante... interessante..." mormorò l'ombra incappucciata. "Forse potrebbe..."

Alzando la testa, fissò l'Etram come se quest'ultimo si fosse appena materializzato davanti a lei e si interruppe bruscamente:

"Bel lavoro, Eroset! Bel lavoro, ! Ti sapremo ricompensare di conseguenza..."

***

Ora però è venuta l'ora di tornare sulla Terra e rispondere alla domanda che ci tormenta: come accidenti questa storia ha causato la creazione di un pack nell'Ankama Shop? Beh, la triste verità è che nessuno lo sa. Non c'è nessun archivio, nessun documento che possano darci una cronologia.

Ma il pack è là! Troverete il pack Ogrest da oggi nell'Ankama Shop, ed eccovi la lista di cosa c'è al suo interno:

- peluche Ogrest

- tote bag Ogrest

- sei poster Krosmoz disegnati da Mig (l'autore del manga Ogrest).